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	<title>Altura Labs &#187; google</title>
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		<title>I Quality Rater di Google</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 11:37:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Metrangolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
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		<category><![CDATA[SERP]]></category>

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		<description><![CDATA[
Qualche giorno fa Matt McGee di Search Engine Land ha pubblicato un interessante articolo dal titolo
An Interview With A Google Search Quality Rater. Molto intrigante vista l&#8217;immensa mitologia che circola su chi siano e cosa facciano i famigerati Quality Rater di Google.
Innanzitutto chi fa questo mestiere non è un dipendente di Google: Lionbridge (nel caso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alturalabs.com/blog/2012/01/24/i-quality-rater-di-google/quality-rater/" rel="attachment wp-att-892"><img src="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2012/01/quality-rater.jpg" alt="" width="650" height="525" class="alignnone size-full wp-image-892" /></a><br />
Qualche giorno fa Matt McGee di Search Engine Land ha pubblicato un interessante <a href="http://searchengineland.com/interview-google-search-quality-rater-108702">articolo</a> dal titolo<br />
<em>An Interview With A Google Search Quality Rater</em>. Molto intrigante vista l&#8217;immensa mitologia che circola su chi siano e cosa facciano i famigerati Quality Rater di Google.<br />
Innanzitutto chi fa questo mestiere non è un dipendente di Google: Lionbridge (nel caso dell&#8217;intervistato), Leapforce, Butler Hill e probabilmente altri sono i nomi delle aziende che svolgono questo lavoro per conto di Google.<br />
<strong>La missione di un Quality Rater è, in primis, migliorare i risultati affiancando all&#8217;algoritmo la revisione umana.</strong><br />
Una supervisione al ranking delle SERP o addirittura una vigilanza sul SEO non sono obiettivi di questa attività.<br />
Il processo di valutazione di un sito è un&#8217;attività piuttosto complessa che coinvolge circa 6 raters per task: nel caso vi siano giudizi discordanti si apre una fase di discussione interna alla fine della quale<br />
si arriva ad un giudizio condiviso, se questo non bastasse entra in campo un moderatore, della stessa Lionbridge, che cerca di arrivare alla giusta sintesi basandosi su tutto ciò che è stato valutato riguardo alla pagina.<br />
Il rating non si ferma ai risultati naturali della ricerca di Google, ma può investire anche gli annunci pubblicitari di adwords, i risultati di google places, news e universal search.<br />
Ciò che è significativo è, sempre stando all&#8217;intervistato, che <strong>i rater non hanno alcun contatto con dipendenti di Google</strong> e il loro processo di lavoro è soggetto ad un controllo molto scrupoloso che prevede parziali sospensioni del lavoro del singolo qualora egli non abbia portato a termine una serie di tasks in un dato lasso temporale o al licenziamento, qualora la qualità del lavoro non sia giudicata soddisfacente.</p>
<p>Un esempio ci dice qualcosa in più su come lavorano: data la parola chiave “Nike Women’s Running Shoes” ci sono 20 siti da giudicare e il rater li visita tutti per determinare quale di questi sia <em>vital, useful, relevant, slightly relevant, o useless</em>.<br />
Ovviamente il sito ufficiale della Nike viene giudicato <em>vital</em> mentre la pagina di wikipedia sulla storia della nike prende in questo caso uno <em>slightly relevant</em> perché è evidente che chi sta cercando un prodotto non ha alcun interesse a leggersi la storia dell&#8217;azienda che lo produce.<br />
Fosse andato avanti con altri esempi sarebbe stato sicuramente più interessante; ci dice un po&#8217; poco su questo ma è probabile che di più non possa dire!<br />
Quello che si afferma chiaramente è che il processo di rating dei risultati comincia da un check sulla presenza di segnali di spam come testo nascosto e keyword stuffing, una volta assodato che si tratta di un sito che non adotta pratiche considerate &#8220;furbe&#8221; si va a leggerne il contenuto giudicando se questo sia utile all&#8217;utente o meno.<br />
Di sicuro ci sono tasks specifici che prevedono un giudizio sul design della pagina, non su quanto sia bella esteticamente la creatività, quanto invece funzionale al sito stesso ed alla disposizione di contenuti e pubblicità. La presenza di errori grammaticali nei testi invece, può influenzare negativamente il rating di un sito, dimostrando una volontà di ricerca di professionalità ed accuratezza nelle pagine web che produciamo.</p>
<p>Il tipo di verifica che viene ritenuta più importante è il <em><strong>Side by Side</strong></em> dove vengono giudicati i risultati di una stessa SERP prima e dopo un nuovo algoritmo, a garantire che il cambiamento sia sempre quello desiderato da Google, il migliore possibile.</p>
<p>Non di rado ho sentito storcere il naso riguardo la presenza di questa figura professionale dei quality rater: la critica muove dal fatto che se ti imponi con una tecnologia affermando la superiorità dell&#8217;algoritmo e poi ti affidi al fattore umano per aggiustare i risultati, dichiari di non essere in grado di produrre una tecnologia autosufficiente.<br />
Dal lato opposto ho invece guardato sempre positivamente a questa pratica di Google: da umanista felicemente prestato al web rimango convinto della <strong>necessità che non sia lasciato solamente ad un algoritmo stabilire il grado di rilevanza di un testo</strong>, di una pagina commerciale, o di un pensiero espresso all&#8217;interno di un blog.</p>
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		<title>Il &#8220;Sesto Potere&#8221;: Google</title>
		<link>http://www.alturalabs.com/blog/2009/05/14/il-sesto-potere-google/</link>
		<comments>http://www.alturalabs.com/blog/2009/05/14/il-sesto-potere-google/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 14 May 2009 12:25:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Schulz Seyring</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[sesto potere]]></category>

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		<description><![CDATA[Un articolo molto interessante, che illustra in maniera chiara il potere raggiunto da Google, grazie a tutti i servizi che offre.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho trovato un articolo molto interessante, pubblicato su “<strong>Die Zeit</strong>” del 31 marzo 2009, di Kurt Sagatz e Corinna Visser, “<a href="http://www.zeit.de/online/2009/06/tsp-google-kaputt?page=all"><em>Die Macht von Google”</em></a>, che illustra in maniera molto chiara il potere che <strong>Google</strong> ha raggiunto grazie a tutti i servizi che offre. Cercherò di riportare più o meno quanto scritto nell’articolo.</p>
<p>Google è ormai presente in tutte le situazioni, indifferentemente che si tratti di cartomanzia, gestione degli appuntamenti, acquisti o prenotazione di biglietti aerei e, per Marissa Mayer, Vicepresidente di Google, è semplice spiegare perché  il motore di ricerca su internet abbia un’influenza così grande: &#8220;<strong>Gli utenti cercano volontariamente su Google</strong>. Sono liberi di utilizzare in ogni momento un altro motore di ricerca&#8221;.</p>
<p>Quando Google a marzo ha avuto dei problemi che hanno paralizzato per qualche tempo l’intero mondo di internet,  è risultata evidente <strong>l’entità della dipendenza dal motore di ricerca</strong>, enormemente cresciuta dalla sua fondazione nel 1998. In un caso l’errore era stato causato da un collaboratore di Google, che aveva inserito uno Slash in un punto sbagliato della lista di avviso per i siti web pericolosi. Ciò è stato più che sufficiente a creare un disservizio, infatti, per ogni ricerca effettuata appariva l’avviso: “Questa pagina web può danneggiare il vostro computer”. Le informazioni sulla pagine web pericolose Google le ottiene anche dall’organizzazione internet non-profit <a href="http://stopbadware.org/">Stopbadware.org</a> . Il portavoce di quest’azienda, Stefan Keuchel, ha però riferito al <a href="http://www.tagesspiegel.de/">Tagesspiegel</a>: &#8220;La nostra lista viene aggiornata secondo un processo permanente. Per dirlo in modo chiaro: la colpa dell’inserimento errato è dipesa da Google&#8221;.</p>
<p>Ora Google vorrebbe evitare un ripetersi dell’incidente, utilizzando una procedura migliore per controllare la lista.</p>
<p>Secondo quanto rilevato finora, l’errore aveva colpito principalmente la ricerca di Google. Altri settori quali la pubblicità con AdWords o la ricerca di prodotti di Google funzionavano normalmente. La dimensione di quanto potrebbe succedere risulta comunque chiara quando si considerano tutti i servizi offerti da Google. In questo caso un’interruzione del Data Centers di Atlanta paralizzerebbe una buona parte di Internet. Se da un minuto all’altro gli utenti di internet  si trovassero a doversela cavare senza la <strong>ricerca di Google</strong>, le news, i blog, i libri, i prodotti, senza <strong>Google Mail</strong>, <strong>Google Calendar</strong>, <strong>Google Earth</strong> o <strong>Google Maps</strong> e senza <strong>iGoogle</strong>, <strong>Youtube</strong>, <strong>Blogger.com</strong> ed il servizio immagini <strong>Picasa</strong>, questi dovrebbero cambiare immediatamente le loro abitudini.</p>
<p>Ed ora passo al punto che mi interessa di più: essendo Google una delle fonti principali del traffico trasmesso in internet, una prolungata interruzione del servizio influenzerebbe sicuramente molti affari.</p>
<p>Sempre più persone fanno i loro acquisiti su internet. Molti utenti di internet utilizzano la pagina di ricerca di Google come sistema di navigazione, anche quando cercano una pagina ben precisa, magari non salvata nei preferiti. Gli utenti vanno comunque su Google e se la pagina di ricerca non dovesse funzionare è possibile che rinuncino direttamente alla ricerca.</p>
<p>Secondo Google, i vantaggi che offre agli utenti sono comunque numerosi, come la visualizzazione della sola pubblicità ritenuta utile (l’utilità o meno di un annuncio pubblicitario è comunque decisa da Google). La ricerca di una pubblicità “<em>utile</em>” nasconde un altro pericolo: <strong>Google intraprende veramente qualsiasi attività ritenga necessaria per conoscere al meglio il comportamento degli utenti</strong>. Così le ricerche restano memorizzate per nove mesi, insieme all’indirizzo IP e al tipo di browser dell’utente. Non finisce qui, anche le mail e i documenti nei servizi Google sono analizzati in base a termini rilevanti, in modo da gestire una pubblicità personalizzata. Un’altra fonte di critiche è il servizio <strong>Google-Street-View</strong> con le sue riprese di edifici e delle macchine davanti ad essi parcheggiate.</p>
<p>Purtroppo o per fortuna, secondo i punti di vista e del reale utilizzo dei dati, la raccolta di questi non riguarda solo la pubblicità personalizzata. Grazie alle leggi antiterrorismo – tra cui anche il Patriot Act negli USA –alcuni enti statali possono avere accesso ai dati degli utenti (e qui si potrebbe discutere a lungo sulla legittimità o meno di questa possibilità).</p>
<p>E’ chiaro che <strong>Google si muove entro i limiti prescritti dalla legge nei rispettivi Stati</strong> e cerca di limitare al minimo la concessione dei dati ad altri.</p>
<p>Nel 2008 il fatturato di Google ha registrato un incremento del 31,3 % su 21,79 miliardi di dollari (ca.17 miliardi di Euro).<strong> La rilevanza di Google</strong> nel mondo economico dipende anche dalla gestione, o in altri termini, del “<strong>monopolio spontaneo</strong>” (nessuna azienda cerca di fargli concorrenza) <strong>che ha del mercato della pubblicità online</strong>. Da una parte le aziende investono una quota sempre maggiore del budget destinato alla pubblicità nell’online advertising, dall’altra parte gli annunci pubblicitari di Google, pubblicati sulle pagine web delle aziende, sono per esse una fonte di guadagno. Risulta evidente quanto grande sia il potere di Google soprattutto nei confronti di quelle aziende che fanno del mercato pubblicitario su internet il centro della loro attività e quindi del loro guadagno.</p>
<p>Eliminare questa dipendenza a miei occhi sembra oggi impossibile, anche se Christian Hallerberg, dell’associazione Hightech <a href="http://www.bitkom.org/">Bitkom</a>, non vede una dipendenza e ritiene che le alternative sarebbero distanti solo di un click, afferma infatti che: &#8220;Quando gli utenti non sono più soddisfatti, la migrazione in internet avviene molto velocemente&#8221;; mentre Burmaster, della Nielsen online, è più scettico e ritiene che Google domini la ricerca su internet in maniera così forte, che un altro concorrente non solo dovrebbe notevolmente migliore di Google, ma dovrebbe anche investire ingenti somme per convincere le persone alla “migrazione”.</p>
<p>Personalmente ritengo che sarebbe molto “sano” per il mercato online se un’azienda avesse il coraggio e i fondi per tentare questa scalata..</p>
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		<title>Google Adwords: nuova interfaccia (beta)</title>
		<link>http://www.alturalabs.com/blog/2009/03/27/google-adwords-nuova-interfaccia-beta/</link>
		<comments>http://www.alturalabs.com/blog/2009/03/27/google-adwords-nuova-interfaccia-beta/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 12:08:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Ruocco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[beta]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[google adwords]]></category>
		<category><![CDATA[interfaccia]]></category>

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		<description><![CDATA[La tanto attesa nuova interfaccia del pannello è da oggi disponibile in versione beta per alcuni inserzionisti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli inserzionisti conservatori e restii al cambiamento non saranno felici della novità disponibile da oggi (per molti, ma non per tutti) su Adwords. Ebbene sì, la tanto attesa <strong>nuova interfaccia</strong> del pannello è da oggi disponibile in versione beta per alcuni inserzionisti. Basta cliccare sul link &#8220;<strong>nuova interfaccia (beta)</strong>&#8221; per essere proiettati in questo nuovo mondo.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-669" title="adwords-beta" src="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/adwords-beta.png" alt="adwords-beta" width="371" height="251" /></p>
<p>L&#8217;impatto non sarà traumatico se siete abituati ad usare <strong>Adwords Editor</strong>. Sono molte infatti le somiglianze tra i due strumenti, a partire dal menu di sinistra che rappresenta la struttura gerarchica dell&#8217;account fino alle Tabs dei singoli elementi.</p>
<p>Ma vediamo più nel dettagli queste novità.</p>
<p>Una volta passati alla nuova interfaccia (in fase beta sarà sempre possibile ritornare alla vecchia) ci accorgiamo subito che la riorganizzazione della struttura potrebbe aiutarci molto a velocizzare il lavoro sull&#8217;account.<br />
È possibile infatti, grazie al menu di sinistra, passare immediatamente da una campagna all&#8217;altra, o da un gruppo di annunci all&#8217;altro, senza la necessità di uscire dal gruppo o campagna e rientrare poi negli altri. Non è cosa da poco credetemi (soprattutto se penso a quei giorni in cui Adwords è talmente lento che per uscire da una campagna e rientrare in un&#8217;altra riesco a prendere un caffè e fare un paio di telefonate&#8230;).</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-670" title="menu" src="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/menu-204x400.png" alt="menu" width="204" height="400" /></p>
<p>Le tabs nella parte centrale dell&#8217;interfaccia rappresentano ognuna un singolo elemento dell&#8217;account (kw, posizionamenti, annunci ecc) e consentono di passare rapidamente da un elemento all&#8217;altro dell&#8217;account o di una singola campagna, a seconda del livello che abbiamo selezionato in modo da poter apportare le modifiche desiderate.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-671" title="tabs" src="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/tabs-400x28.png" alt="tabs" width="400" height="28" /></p>
<p>Come si può notare, è stata introdotta la scheda &#8220;<strong>Reti</strong>&#8220;, da cui è possibile gestire i posizionamenti degli annunci nella rete di ricerca e contenuti. È inoltre possibile vedere i siti della rete di contenuti di Google in cui i nostri annunci sono stati pubblicati con le relative statistiche di rendimento, vedere quali siti del network di contenuti stanno convertendo meglio e quali peggio e decidere di conseguenza se escluderli o meno dalla pubblicazione.</p>
<p><a href="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/posizionamenti.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-672" title="posizionamenti" src="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/posizionamenti-400x198.png" alt="posizionamenti" width="400" height="198" /></a></p>
<p>Ulteriore novità è rappresentata dall&#8217;introduzione di un <strong>grafico</strong> che consente di monitorare il rendimento dell&#8217;account.</p>
<p><a href="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/grafico1.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-673" title="grafico1" src="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/grafico1-400x57.png" alt="grafico1" width="400" height="57" /></a></p>
<p>È  possibile inoltre elaborare  rapporti molto più specifici e approfonditi, come ad esempio il <strong>rapporto sulle query</strong>, direttamente dalla tab delle keyword (selezionando le keyword che ci interessa verificare), che è in grado di farci capire quali sono le ricerche che hanno attivato la pubblicazione dei nostri annunci.</p>
<p><a href="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/query.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-674" title="query" src="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/query-400x47.png" alt="query" width="400" height="47" /></a></p>
<p>La procedura guidata (e lenta) per creare una campagna è stata velocizzata di molto, in quanto adesso è possibile settare immediatamente tutte le impostazioni della campagna (incluse le reti di pubblicazione) in un solo passo. Ancora più snella poi si fa la creazione del gruppo d&#8217;annunci, che consente anche essa in un&#8217;unica schermata di creare annuncio, inserire le keywords e gestire i posizionamenti.</p>
<p><a href="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/creazione-campagna1.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-676" title="creazione-campagna1" src="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/creazione-campagna1-298x400.png" alt="creazione-campagna1" width="298" height="400" /></a></p>
<p>Anche la modifica delle singole parole chiave è stata velocizzata. Infatti, se prima per apportare modifiche ad una parola chiave bisognava entrare nel gruppo di annunci, selezionare la  parole chiave, selezionare &#8220;Modifica impostazioni parole chiave&#8221;, apportare le modifiche e infine salvare, adesso basta selezionare la parola chiave e, cliccando sul bottone &#8220;modifica&#8221;, potremo apportare tutte le modifiche che desideriamo, persino cambiare la corrispondenza della keyword.</p>
<p><a href="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/creazione-campagna1.png"><a href="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/creazione-gruppo1.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-677" title="creazione-gruppo1" src="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/creazione-gruppo1-360x400.png" alt="creazione-gruppo1" width="360" height="400" /></a></a></p>
<p>È presto per dire se la nuova interfaccia è più o meno usabile della precedente (ovviamente come sempre in queste cose è anche questione di abitudine), ma sicuramente posso dire che la navigazione più rapida all&#8217;interno dell&#8217;account, la possibilità di editare annunci e keywords rapidamente, la possibilità di avere statistiche e di elaborare rapporti sul rendimento nella stessa interfaccia, sono sufficienti per incuriosirmi e spingermi ad abbandonare da subito la vecchia.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>GeoEye–1, il nuovo occhio di Google Earth</title>
		<link>http://www.alturalabs.com/blog/2008/09/19/geoeye%e2%80%931-il-nuovo-occhio-di-google-earth/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Sep 2008 13:06:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Flavia Aliberti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[GeoEye-1]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[google earth]]></category>
		<category><![CDATA[satellite]]></category>

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		<description><![CDATA[GeoEye – 1, il nuovo satellite messo in orbita lo scorso 6 Settembre, sta portando nello spazio il logo di Google.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le immagini che fino ad oggi potevamo visualizzare grazie a Google Earth, provenivano dal satellite Ikonos e da un secondo satellite appartenente alla Digital Globe. Ben presto però il protagonista  assoluto sarà <strong>GeoEye – 1</strong>, il nuovo satellite messo in orbita lo scorso <strong>6 Settembre</strong>, che sta portando nello spazio il logo di Google.</p>
<p>Dai suoi 680 km di altezza, potrà fornire immagini ad altissima risoluzione arrivando fino ad <strong>1,65 m</strong> a colori e <strong>0,45 </strong>m in bianco e nero. La fotocamera del satellite sarà in grado di elaborare fino a 700 megapixel al secondo.</p>
<p>Il nuovo occhio di Google Earth ha  provocato subito dubbi e commenti per il delicato tema della <strong>privacy</strong>. In effetti l&#8217;idea di un satellite con queste potenzialità ci fa sentire un po&#8217; “spiati”, e fa un certo effetto pensare che oltre a Google, il principale cliente del satellite sarà la National Geospatial-Intelligence Agency (NGA), che dipende dal Dipartimento della Difesa.</p>
<p>Nel sito ufficiale di Geo Eye, si cerca di calmare la dilagante <em>sindrome da Truman Show</em>, assicurando che al pubblico non saranno offerte immagini ad un&#8217;altezza minore di mezzo metro, e che a tale altezza<strong> </strong>nessuno sarà realmente individuabile<strong> </strong>e riconoscibile. Ciò non toglie che potremo visualizzare <strong>dettagli</strong> molto precisi di edifici e di automobili&#8230;</p>
<p>Geo Eye aggiunge che esperienze simili sono state realizzate in passato tramite <strong>fotografia aerea</strong>, ad esempio per alcune città del Nordamerica, producendo mappe con una risoluzione di 15 cm, ma senza suscitare alcuna protesta. Relativamente a quest&#8217;ultimo punto, farei notare che la diffusione e la <strong>visibilità </strong>di questi esperimenti da parte del pubblico è stata probabilmente di molto inferiore a quella, ormai universalmente nota, relativa alle immagini destinate a Google Earth e provenienti da GeoEye – 1, che saranno disponibili dal prossimo autunno.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>First Page Bid Estimates</title>
		<link>http://www.alturalabs.com/blog/2008/09/16/first-page-bid-estimates/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 09:39:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Ruocco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[bid]]></category>
		<category><![CDATA[cpc]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[quality score]]></category>

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		<description><![CDATA[Da stamattina Google ha definitivamente decretato la morte del CPC minimo, senza dimenticarsi di ringraziare gli inserzionisti per i preziosi consigli forniti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;">Da stamattina <strong>Google</strong> ha <a href="http://adwords.blogspot.com/">definitivamente decretato</a> la morte del <strong>CPC minimo</strong>, senza dimenticarsi di  ringraziare gli inserzionisti per i preziosi consigli forniti che lo hanno portato a questa innovazione&#8230; Il CPC minimo è stato rimpiazzato dal “<strong>First Page Bid Estimates</strong>” che indica il Bid approssimativo necessario per raggiungere la prima pagina dei risultati di ricerca.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Il quality score</strong> diventa adesso dinamico e tiene conto soprattutto delle keywords e della loro corrispondenza con la query degll&#8217;utente.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Questo cambiamento comporta due novità sostanziali:</p>
<ol>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;">il quality score legato alla query 	consentirà a tutte le parole chiave di pubblicare annunci 	tanto nel content quanto nella rete di ricerca. Non ci saranno più 	quindi parole chiave non attive per la ricerca.</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Non viene più indicato un 	Bid minimo bensí il Bid necessario per raggiungere la prima 	pagina. Secondo Google infatti, agli inserzionisti non serviva a niente sapere quale fosse l&#8217;offerta minima necessaria a pubblicare 	una parola chiave, mentre questo nuovo parametro sarà molto 	più utile nel decidere il prezzo della keyword.</p>
</li>
</ol>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Tutto ciò, per i più maliziosi potrebbe significare:</p>
<ol>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;">il quality score com&#8217;era prima era 	troppo restrittivo e determinava la sospensione di moltissime 	keyword con una conseguente riduzione delle entrate per Google.</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il CPC minimo poteva indurre 	alcuni inserzionisti a biddare sul minimo mentre questo innovativo 	strumento spinge a fare proprio il contrario&#8230;</p>
</li>
</ol>
<p style="margin-bottom: 0cm;">È molto facile pensare che la conseguenza più immediata di questo cambiamento sarà un aumento dei Bid e quindi una maggiore spesa per gli inserzionisti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ma ovviamente i maliziosi siamo noi che dimentichiamo che “<em>Don&#8217;t be evil!</em>” è il motto che guida Google in tutte le sue azioni&#8230;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">
]]></content:encoded>
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		<title>Chrome ed il futuro di Google</title>
		<link>http://www.alturalabs.com/blog/2008/09/10/chrome-ed-il-futuro-di-google/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Sep 2008 14:20:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Schulz Seyring</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[apple]]></category>
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		<description><![CDATA[Come tutti sanno, martedì 2 settembre Google ha reso disponibile il download della versione beta del suo nuovo Browser, Google Chrome. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal">Come tutti sanno, martedì 2 settembre Google ha reso disponibile il download della versione beta del suo nuovo Browser, Google Chrome.</p>
<p class="MsoNormal">Secondo quanto presentato da Google, questo browser dovrebbe essere in grado di eseguire le applicazioni web più avanzate e in modo ottimale: mantiene, infatti, le schede in ambienti isolati, cosicché qualsiasi anomalia all&#8217;interno di una scheda non pregiudichi il funzionamento delle altre. Google Chrome dovrebbe inoltre fornire una protezione più adeguata contro i siti pericolosi. Il miglioramento dovrebbe risultare anche nella velocità e nella rapidità di risposta. Per di più, Google ha realizzato il V8, un potente motore JavaScript, in grado di far funzionare le applicazioni web di prossima generazione.</p>
<p class="MsoNormal">Le applicazioni web di Google, il calendario, il servizio e-mail, Google Docs &amp; Spreadsheets (la variante on line del software per l’ufficio) che coprono ormai quasi tutte le funzioni di Office, dovrebbero essere condotte al desktop attraverso un unico canale. Inoltre, qualche tempo fa, con Gears, Google aveva creato la possibilità di lavorare con le applicazioni web anche off line e caricare gli aggiornamenti al momento della connessione successiva.</p>
<p class="MsoNormal">Il fine di tutte queste soluzioni è quello di eliminare la necessità di un pacchetto da installare fisso sul computer, rendendo necessari solo un browser ed una connessione veloce ad internet. Google si mette così chiaramente in concorrenza con i programmi quali «Microsoft Office». Internet Explorer di Microsoft è stato fino ad oggi il leader nel settore, anche se negli ultimi tempi il browser di Mozilla, Firefox, aveva raggiunto, con quasi un 20% di utenti, una certa popolarità.</p>
<p class="MsoNormal">E‘ ancora presto per dire se Google Chrome sarà un successo di mercato. Molti utenti di Internet sono semplicemente troppo pigri o inesperti, dal punto di vista tecnico, per modificare il loro browser classico installato sul PC o sul Mac: in quasi tutti i PC di Windows è già installato il browser Internet Explorer di Microsoft ed anche Apple fornisce i suoi computer con il browser Safari. D’altronde la versione di Chrome per il Mac non è ancora disponibile e pare che seguirà fra qualche settimana.</p>
<p class="MsoNormal">Microsoft trae chiaramente vantaggio dal fatto che gli antagonisti di Internet Explorer si fanno concorrenza l’un l’altro. Per questo motivo c’è da aspettarsi che lo sviluppo di Chrome sarà inizialmente a discapito di Mozilla.</p>
<p class="MsoNormal">Veniamo a quelle che possono essere le conseguenze per gli utenti: i lati positivi sono sicuramente che, maggiore è il numero di browser e maggiore è la possibilità di scegliere, inoltre, la concorrenza stimola il miglioramento delle singole funzionalità e Chrome dovrebbe appunto presentare numerosi miglioramenti. Per di più, se effettivamente Google riuscirà a creare una specie di sistema operativo per internet, che trasferisce i software dal computer locale alla rete, si avrà, come effetto positivo, una mobilità illimitata. D’altra parte, nell’ambito pubblicitario del web, Google ha già un potere dominante e, come abbiamo visto, offre numerosi programmi e servizi.<span> </span><span> </span></p>
<p class="MsoNormal">Tenendo anche conto che Google, con “Android”, sta introducendo sul mercato un sistema operativo per i cellulari, ciò potrebbe far pensare a un’ulteriore strategia: gli utenti si troverebbero a utilizzare tutti i mezzi digitali di Google, indipendentemente dal dispositivo che li supporta. Ciò ridurrebbe la richiesta di hardware e un unico operatore avrebbe, teoricamente, accesso completo a tutti i dati degli utenti.</p>
<p class="MsoNormal">Ma aspettiamo di vedere l’impatto che avrà questo nuovo browser e come verrà ulteriormente sviluppato.</p>
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		<title>Google TV Ads</title>
		<link>http://www.alturalabs.com/blog/2008/05/05/google-video-ads/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 May 2008 15:54:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Ruocco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[advertising]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[televisione]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[web marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Disponibile, dopo un anno di prova, Google TV Ads, un sistema che consente di contrattare spazi pubblicitari in programmi televisivi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;evoluzione degli strumenti di cui una <strong>Web Agency</strong> si serve per fare pubblicità procede a ritmo più che spedito e se 2 anni fa, quando muovevo i primi passi in questo mondo, il search la faceva da padrone, oggi non si fa in tempo ad imparare ad utilizzare uno strumento che subito ce ne viene offerto un altro con enormi possibilità di applicazione.</p>
<p>Ovviamente, tutto passa prima per la &#8220;dogana USA&#8221; e quindi molte cose le possiamo solo osservare a distanza a meno che non si operi direttamente anche sul mercato statunitense.</p>
<p>E così, se qualche tempo fa la novità era AdWords per i cellulari, ecco che adesso già è disponibile, dopo un anno di prova, <a title="Google TV Ads" href="http://adwords.blogspot.com/2008/04/place-ads-on-television-with-google-tv.html">Google TV Ads</a>, un sistema che consente di contrattare spazi pubblicitari in programmi televisivi (in Usa, come detto prima).</p>
<p>Dando un&#8217;occhiata alla piattaforma, creare una campagna per la Tv sembra essere un gioco da ragazzi:</p>
<p>Si seleziona il <strong>network</strong> su cui far comparire lo spot e i giorni della settimana in cui si vole mandare in onda.</p>
<p><a href="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2008/05/guide-selectnetworks.gif"><img class="aligncenter size-medium wp-image-680" title="guide-selectnetworks" src="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2008/05/guide-selectnetworks-400x250.gif" alt="guide-selectnetworks" width="400" height="250" /></a></p>
<p>Si seleziona il <strong>target</strong>.</p>
<p><a href="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2008/05/target.gif"><img class="aligncenter size-medium wp-image-681" title="target" src="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2008/05/target-400x159.gif" alt="target" width="400" height="159" /></a></p>
<p>Come per <strong>Adsense</strong> si possono poi <strong>bloccare</strong> i programmi durante i quali non si vuole andare in onda o <strong>scegliere</strong> i programmi che si ritengono più in target (come per le campagne con <strong>targeting per posizionamento</strong> di AdWords).</p>
<p><a href="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2008/05/guide-blocking.gif"><img class="aligncenter size-medium wp-image-682" title="guide-blocking" src="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2008/05/guide-blocking-400x252.gif" alt="guide-blocking" width="400" height="252" /></a></p>
<p>Si sceglie poi il <strong>CPM</strong> che si è disposti a pagare.</p>
<p>Per vedere come funziona è disponibile anche <a href="http://services.google.com/tvads/demos/productdemo/index.html">questa demo</a>.</p>
<p>Rispetto ad AdWords ed alla sua grande <strong>accessibilità</strong>, una <strong>barriera all&#8217;entrata</strong> c&#8217;è: non tutti sono in grado di creare <strong>spot televisivi</strong> della durata di 15-60 secondi&#8230; Per risolvere questo problema Google mette a disposizione uno spazio, un <a href="https://adwords.google.com/support/bin/answer.py?answer=60385&amp;topic=10646">Marketplace</a> di professionisti per la realizzazione degli spot e sovvenziona il costo di creazione con un bonus di <strong>2000 $</strong>.</p>
<p>In quanto alle <strong>statistiche</strong>&#8230;beh, è qui che il discorso si complica. Google annuncia che il comportamento degli utenti sarà costantemente monitorato grazie ai <strong>decoder digitali</strong> <cite>Understand tuning behavior during your ad via second-by-second data from millions of set-top-boxes</cite>&#8230;</p>
<p>Insomma non molte differenze con gli strumenti di analisi della pubblicità tradizionale e le statistiche non saranno mai precise come quelle della pubblicità sul web. Non si potrà mai sapere cioè se lo spot sarà recepito attivamente o passivamente dagli utenti.</p>
<p>E allora qui mi viene un dubbio: non è che Google con questa mossa si allea col nemico semplicemente per dimostrare che è lui il più forte e per far capire che il re indiscusso della pubblicità è il web ed è ora di incoronarlo ufficialmente?&#8230;</p>
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		<title>Yahoo ospita gli annunci di Google (in prova)</title>
		<link>http://www.alturalabs.com/blog/2008/04/10/yahoo-ospita-gli-annunci-di-google-in-prova/</link>
		<comments>http://www.alturalabs.com/blog/2008/04/10/yahoo-ospita-gli-annunci-di-google-in-prova/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Apr 2008 14:36:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Metrangolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[flickr]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[yahoo]]></category>

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		<description><![CDATA[Sulla ricerca di Yahoo.com appariranno gli annunci pubblicitari di Google.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La notizia rimbalza sui blog dopo essere stata lanciata dal <a href="http://yhoo.client.shareholder.com/press/releasedetail.cfm?ReleaseID=303999">corporate site di Yahoo!</a> ed è più o meno questa: sulla ricerca di Yahoo.com appariranno gli annunci pubblicitari di Google.</p>
<p>Questo limitatamente al mercato USA, alla search stessa e non quindi al network e ad ogni sorta di publisher, ma sopratutto limitatamente ad un 3% delle ricerche di Yahoo!. E&#8217; quindi, a tutti gli effetti, un test, si affrettano a dire a Yahoo!, che non implica durature scelte di partnership commerciali future.</p>
<p>Vengono in mente diverse cose su una notizia che sebbene abbia implicazioni limitate a breve termine potrebbe significare realmente parecchio nello scacchiere mondiale del search marketing:</p>
<p>Le tre cose che vengono in mente un po&#8217; a tutti son queste:</p>
<ol>
<li> E&#8217; conclamato come Google abbia un maggiore numero di advertisers alla ricerca di un pubblico sempre più vasto, pubblico che il portale Yahoo, con la sua straordinaria ricchezza, frequenza di aggiornamento, e target verticali può effettivamente soddisfare. Cosa che non può fare attualmente essendo addirittura sprovvisto di offerte per alcuni settori di ricerca (e questo è ancora più evidente nelle search di yahoo in europa).</li>
<li>E&#8217; comunque un fatto sorprendente per un&#8217;azienda che ha investito così tanto per rinnovare (e di strada ce ne è da fare ancora molta) la propria piattaforma per la gestione degli annunci, decidere ad un certo punto di mettere la pubblicità in outsourcing. Indubbiamente il traffico potrebbe così moltiplicare i profitti con l&#8217;enorme parco inserzionisti di Google ma dopo? Diventerà completamente dipendente dal suo ex maggiore competitor?</li>
<li>Yahoo sta flirtando con Google per alzare la valutazione di Microsoft finora ritenuta inadeguata. Sono giorni abbastanza convulsi a Sunnyvale, durante i quali abbiamo visto il <a href="http://blog.flickr.net/en/2008/04/09/video-on-flickr-2/">nuovo Flickr</a> che ora avrà anche i video al suo interno e l&#8217;acquisto di <a href="http://blog.searchenginewatch.com/blog/080409-074042">IndexTool</a>, grosso nome nel campo dei web analytics.</li>
</ol>
<p>E ora gli annunci di Google all&#8217;interno della search&#8230; Staremo a vedere la prossima.</p>
<p>Fonti: <a href="http://blog.searchenginewatch.com/blog/080409-164108">Searchenginewatch</a>, <a href="http://www.paidcontent.org/entry/419-on-google-yahoo-ad-test-a-gimmick-to-thwart-microsoft-or-a-simple-act-o/">Paidcontent</a></p>
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		<title>Gmail Russia</title>
		<link>http://www.alturalabs.com/blog/2008/03/19/gmail-russia/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Mar 2008 16:07:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Ruocco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Gmail]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[Saatchi & Saatchi]]></category>

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		<description><![CDATA[La Saatchi &#038; Saatchi di Mosca si è inventata questo video stile "Art Attack" che spiega come funziona il servizio di posta elettronica di Google.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per spingere i Russi ad utilizzare <strong>Gmail</strong> la Saatchi &amp; Saatchi di Mosca si è inventata questo video stile &#8220;<em>Art Attack</em>&#8220;, che spiega con minuzia di particolari come si usa il servizio di posta elettronica di Google.</p>
<p>Non trovate sia davvero carino? Secondo me funziona&#8230;</p>
<p><object width="425" height="355" type="application/x-shockwave-flash"></object><object width="425" height="355" data="http://www.youtube.com/v/WFDq95zHJIg&amp;hl=en" type="application/x-shockwave-flash"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/WFDq95zHJIg&amp;hl=en" /><param name="wmode" value="transparent" /></object></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Guadagnare con YouTube</title>
		<link>http://www.alturalabs.com/blog/2008/02/01/guadagnare-con-youtube/</link>
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		<pubDate>Fri, 01 Feb 2008 17:34:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Ruocco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[YouTube]]></category>

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		<description><![CDATA[È ufficiale: finalmente gli utenti potranno guadagnare con i video caricati su YouTube.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È <a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/technology/7217479.stm">ufficiale</a>: finalmente gli utenti potranno guadagnare con i video caricati su <strong>YouTube</strong>.</p>
<p>Il servizio già attivo negli Stati Uniti e da ieri anche in<strong> UK</strong>, si baserà su un sistema di pagamento in base alle visite, e quindi ai click, ricevuti dal filmato. Al servizio potranno accedere solo gli utenti che detengono il <strong>100%</strong> dei diritti sui filmati,  che potranno così guadagnare grazie alla pubblicità che ruota attorno ai loro video. In sostanza, più click si ricevono, più si guadagna. Il modello quindi non è poi tanto diverso da quello di <strong>Adsense</strong>.</p>
<p>Adesso è ancora presto per fare pronostici, ma, al di là dell&#8217;uso amatoriale che gli utenti faranno di questo servizio per tirare su qualche spicciolo (solo con milioni di visualizzazioni si può iniziare a parlare di guadagno), l&#8217;uso commerciale che ne potranno fare le <strong>web agencies</strong> è, a mio avviso, ben più interessante. E credo che anche <em>G-Tube</em> abbia fatto 2 conti&#8230;</p>
<p>Che ne pensate?</p>
<p>P.S. <a href="http://uk.youtube.com/jimmy0010">Jimmy0010</a> è il primo blogger inglese a trarre vantaggio da questo servizio.</p>
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