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	<title>Altura Labs &#187; blog</title>
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		<title>Gli italiani nella blogosfera: creatività o bisogno sociale?</title>
		<link>http://www.alturalabs.com/blog/2008/10/13/gli-italiani-nella-blogosfera-creativita-o-bisogno-sociale/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 12:28:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Flavia Aliberti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Networks]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[forum]]></category>
		<category><![CDATA[lingua italiana]]></category>

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		<description><![CDATA[Blog e forum: c'è chi li vede come una minaccia e una causa dell'abbassamento qualitativo della lingua scritta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Blog e forum: c&#8217;è chi li vede come una minaccia e una causa <strong>dell&#8217;abbassamento qualitativo</strong> della lingua scritta, chi parla di una tendenza alla rapidità dell&#8217;informazione, a volte anche all&#8217;imprecisione grammaticale o ortografica&#8230;chi sente nuovamente minata la <strong>struttura della lingua italiana</strong> del futuro e dei giovani, gli utenti più a rischio di &#8220;contaminazione&#8221;&#8230;</p>
<p>Io vedo esperienze che parlano di collaborazione, condivisione, scambio di opinione.</p>
<p>In tempi in cui le nuove generazioni vengono accusate di apatia e di superficialità, i segnali che giungono dal cyberspazio mi sembrano <strong>positivi</strong> nell&#8217;intento e nel concetto, più di qualsiasi imprecisione formale.</p>
<p>La spontaneità di espressioni che ricalcano <strong>l&#8217;oralità quotidiana</strong> si associa alla libertà di navigare al di là dello spazio e del tempo: le parole di giovanissimi e meno giovani si intersecano e si legano senza alcuna distinzione.</p>
<p>Nessuna di queste improvvisazioni a mio avviso limiterà mai aree e funzioni appartenenti ai professionisti della lingua scritta, siano essi romanzieri, poeti o giornalisti: rappresenteranno però abitudine ed utile <strong>esercizio</strong> alla lettura e alla scrittura, senza diventare per questo <strong>realtà &#8220;alternative&#8221;</strong> a libri e quotidiani.</p>
<p>E c&#8217;è chi potrebbe partire da qui per costruire qualcosa di più grande, com&#8217;è accaduto in Giappone, dove il linguaggio elementare, estemporaneo ed emotivo della scrittura su cellulare ha già creato il primo caso letterario: un vero e proprio best seller che si inserisce nel filone in voga dal 2000 della <strong>&#8220;mobile literature&#8221;</strong>, raccogliendo i pensieri della ventunenne Rin durante i tragitti in treno dalla periferia al centro di Tokyo.</p>
<p>I blog e i forum sono usati spesso per trattare argomenti di nicchia, ma anche solo per segnare, come in un diario, eventi e private tappe quotidiane, per scambiarsi idee e appunti di viaggio. Da qui nascono esperienze artistiche che integrano la parola e la grafica, come istallazioni virtuali o frammenti di letteratura contemporanea dispersi in blog personali e forum dalle discussioni infinite. Il blog trova il suo spazio anche in siti aziendali, <strong>amplia le sue funzioni</strong> e assume mille diverse sfaccettature.</p>
<p>Uno studio di David Sifry del 2007 (&#8220;State of the Live Web&#8221;) ha individuato l&#8217;italiano come <strong>quarta lingua</strong> più utilizzata nella &#8220;blogosfera&#8221;: personalmente non so se questo dato sia indicativo di una generale passione per la scrittura degli italiani&#8230;</p>
<p>Credo più profondamente che il web rappresenti oggi un piccolo (grande) spazio dove sognare ancora, dove sentirsi individui capaci di autoaffermazione, di spontaneità e di partecipazione, laddove lavoro e società spesso non concedono molto.</p>
<p><strong>L&#8217;italiano &#8220;medio&#8221; nel Web</strong> ha il potere di diventare romanziere, poeta, artista o semplicemente di comunicare in libertà.</p>
<p>Uno spiraglio che si apre in quella sensazione di solitudine e di anonimato magistralmente rappresentata da Inarritu nel film Babel: desiderio di contatto e comunicazione per sopravvivere alla labirintica, strabordante e al contempo <strong>&#8220;desertica&#8221;</strong> metropoli giapponese&#8230;</p>
<p>Prima di riflettere sui difetti che il linguaggio dei blog potrebbe apportare al nostro italiano, si dovrebbe pensare a meccaniche più profonde e ben più preoccupanti&#8230;</p>
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		<title>Aziende, brand e blog.</title>
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		<pubDate>Wed, 10 May 2006 16:32:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Lanza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[blogosfera]]></category>
		<category><![CDATA[brand]]></category>
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		<category><![CDATA[technorati]]></category>

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		<description><![CDATA[Di seguito alcune considerazioni tratte da un articolo interessante pubblicato su Multichannel Merchant, che offre, a mio parere, consigli interessanti alle aziende su come controllare e difendere in maniera efficace il proprio Brand nella blogsfera.
Un accenno favorevole su un blog può rappresentare indubbiamente un vantaggio per qualsiasi azienda, ma un parere negativo o una risposta risentita potrebbero essere più nocive di quanto si possa immaginare.
Non sempre si può sapere chi, quando e come si sta parlando della vostra azienda on line. Spesso le reazioni a un post negativo, possono danneggiare più del post stesso.

Prendiamo ad esempio il caso recente di Greenpeace contro Gorton’s.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di seguito alcune considerazioni tratte da un articolo interessante pubblicato su Multichannel Merchant, che offre, a mio parere, consigli interessanti alle aziende su come controllare e difendere in maniera efficace il proprio Brand nella blogsfera.<br />
Una accenno favorevole su un blog può rappresentare indubbiamente un vantaggio per qualsiasi azienda. Ma un parere negativo o una risposta risentita potrebbe essere più nociva di quanto si possa immaginare.<br />
Non sempre si può sapere chi, quando e come si sta parlando della vostra azienda on line. Spesso le reazioni a un post negativo, possono danneggiare più del post stesso.</p>
<p>Prendiamo ad esempio il caso recente di <a href="http://www.greenpeace.org/international/">Greenpeace</a> contro <a href="http://www.gortons.com/">Gorton’s</a>.</p>
<p>Il gruppo di attivisti in marzo ha ammonito l’azienda di prodotti di mare sul loro Web site, sostenendo che Gorton sarebbe collegato alla caccia della balena nell&#8217;ANTARTIDE; la società madre di Gorton infatti controlla circa un terzo dell&#8217;azienda che possiede la flotta giapponese di caccia alla balena nell’ Antartide. La notizia si è diffusa rapidamente attraverso la blogosfera.<br />
Greenpeace ha allegato all’intervento le bandiere degli anti-Gorton e la codificazione del HTML che i bloggers possono ospitare nei loro blogs per aiutare l’associazione a diffondere la notizia e infondere nei consumatori maggiore consapevolezza.<br />
Un mese più tardi, Greenpeace ha segnalato sul relativo sito che la società madre di Gorton, Nissui, avrebbe venduto la propria parte della flotta di caccia alla balena. Una nota sul sito di Greenpeace diceva, “Appena il nostro wizard Adele lo ha reso pubblico a colpi di mouse siamo riusciti a sottometterli�?</p>
<p>La domanda è <strong>come potete controllare se la vostra azienda è stata presa di mira su un blog?</strong> E se lo siete, è meglio rispondere ai bloggers o lasciarli parlare?</p>
<p>Di seguito alcuni consigli pratici (<em>in lingua inglese</em>) su come affacciarsi e reagire in maniera efficace ai blog:</p>
<p>“Public relations experts say it is essential to assign someone to watch over the blogosphere. “It will take some time, but if you keep tabs on blogs every day or every week, it will be manageable,�? says John Wagner, owner of Houston-based public relations firm Wagner Communications. “There&#8217;s not going to be 500 posts a day about your company.�?</p>
<p>Wagner recommends that companies just entering the blogosphere use free services such as BlogPulse (<a href="http://www.blogpulse.com/">www.blogpulse.com</a>) or Technorati (<a href="http://www.technorati.com/">www.technorati.com</a>) to help them troll through the myriad blogs. Both work in the same way as general search engines: You type in the company name and a range of dates, and the service will return pertinent results. BlogPulse says it has identified more than 26.5 million blogs; Technorati boasts of tracking some 36 million sites.</p>
<p>&#8220;Let&#8217;s say that you&#8217;ve found several negative references to your company on a few blogs. Your first reaction may be to rush right out and respond. But Wagner says that, generally speaking, you should bide your time. If you&#8217;re a blog newbie, monitor the blogs silently for a couple of months first. This way you will get a sense of the language, tone, and style used by bloggers so that you can better gauge the potential for damage of the various posts. If you begin to respond to everything helter-skelter, Wagner says, you won&#8217;t understand where to put your priorities.�?</p>
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