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	<title>Altura Labs &#187; Web Design</title>
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		<title>Anche una pagina di errore può essere piacevole</title>
		<link>http://www.alturalabs.com/blog/2009/07/02/anche-una-pagina-di-errore-puo-essere-piacevole/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 14:08:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Carletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altura Labs]]></category>
		<category><![CDATA[Web Design]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche una pagina di errore può comunque risultare piacevole: ecco come si presentano le pagine di errore del sito di Altura.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avrei voluto intitolare questo post <span id="__end"><span id="__end"><strong>deliri grafici</strong>, ma probabile che <a href="http://www.alturalabs.com/people/improta">qualcuno</a> avrebbe avuto da ridire.</span></span> <img src='http://www.alturalabs.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Nel recente <a href="http://www.alturalabs.com/blog/2009/06/05/online-il-nuovo-sito-di-altura-labs/">redesign del sito di Altura</a> abbiamo cercato di curare il maggior numero di dettagli possibile per rendere il sito accattivante ma, allo stesso modo, usabile ed orientato agli utenti.</p>
<p>Una di queste modifiche riguarda le pagine di errore e manutenzione, come ad esempio la pagina 404 o 500. Il nostro desiderio è quello di renderle più espressive e meno allarmanti. Dopo tutto, anche una pagina di errore può comunque risultare piacevole.</p>
<p>Le modifiche sono state pubblicate qualche giorno fa, in una delle periodiche release di manutenzione. Ecco il risultato.<span id="more-784"></span></p>
<h2>Pagina Manutenzione</h2>
<p><a href="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/alturalabs-maintenance.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-787" title="alturalabs-maintenance" src="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/alturalabs-maintenance-400x313.png" alt="alturalabs-maintenance" width="400" height="313" /></a></p>
<p>Questa pagina è visualizzata quando il sito è in manutenzione, in genere contestualmente al deploy di una nuova release sui server di produzione.</p>
<h2>Pagina errore 500 del server</h2>
<p><a href="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/alturalabs-500.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-786" title="alturalabs-500" src="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/alturalabs-500-400x313.png" alt="alturalabs-500" width="400" height="313" /></a></p>
<p>Questa pagina è visualizzata nel caso in cui qualcosa non funzioni per colpa nostra.</p>
<h2>Pagina errore 404</h2>
<p><a href="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/alturalabs-404.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-785" title="alturalabs-404" src="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/alturalabs-404-400x313.png" alt="alturalabs-404" width="400" height="313" /></a></p>
<p>Questa pagina è mostrata nel caso in cui si raggiunga un URL invalido o una pagina non più disponibile.</p>
<p><strong>Suggerimento.</strong> <em>Per comprendere al meglio le pagine 404 e 500 è necessario aver cliccato almeno una volta sulla tab contatti.</em></p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Come ampiamente dimostrato da studi di usabilità e ricerche, la creazione di pagine di errore personalizzate migliora l&#8217;esperienza di navigazione dell&#8217;utente. Lato tecnico, la loro personalizzazione è un&#8217;ottima opportunità per inserire strumenti di notifica adeguati al fine di individuare e correggere al più presto errori di sviluppo o progettazione.</p>
<p>Lato marketing, le pagine di errore personalizzate sono uno strumento utile per arginare possibili &#8220;perdite&#8221; e ridurre la percentuale di abbandono del sito da parte dell&#8217;utente. Immaginate un utente che arriva sul vostro sito da un link invalido, incompleto o datato. La pagina di errore potrebbe fornirgli valide alternative per proseguire la navigazione.</p>
<p>Per quanto ci riguarda, il sito di Altura è il primo progetto che ha visto coinvolto uno studio grafico delle pagine di manutenzione ma, di certo, non è l&#8217;ultimo. Abbiamo già previsto il rilascio di aggiornamenti agli altri <a href="http://www.alturalabs.com/projects">progetti</a> nelle prossime release di manutenzione.</p>
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		<title>Terzo Summit Italiano su Architettura dell&#8217;Informazione</title>
		<link>http://www.alturalabs.com/blog/2009/02/25/terzo-summit-italiano-su-architettura-dellinformazione/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 14:17:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Improta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Design]]></category>
		<category><![CDATA[architettura informazione]]></category>
		<category><![CDATA[IA Summit]]></category>
		<category><![CDATA[iias2009]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 20 e il 21 febbraio 2009 si è svolto a Forlì presso l'Auditorium Cariromagna il terzo Summit Italiano sull'Architettura dell'Informazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 20 e il 21 febbraio 2009 si è svolto a Forlì presso l&#8217;Auditorium Cariromagna il terzo Summit Italiano sull&#8217;Architettura dell&#8217;Informazione.</p>
<p>Il tema della due giorni è stato <strong>Pervasive IA</strong>, un&#8217;architettura dell&#8217;informazione globale che si estende ben oltre il web ma arriva a coinvolgere un&#8217;intera varietà di spazi informativi condivisi: spazi digitali (ad es. software, siti web), fisici (ad es. musei, biblioteche, ospedali), procedurali (ad es. flussi di informazione nei processi lavorativi).</p>
<p>Sono stati due giorni davvero intensi, il programma era ricco di interventi di assoluto spessore e cercherò di fare una panoramica su quelli più interessanti.<span id="more-304"></span></p>
<p>La prima giornata si è aperta con <span style="x-small;">l&#8217;analisi fatta da Reinoud Bosman di una <a href="http://www.killzone.com/" target="_blank">comunità online</a><strong> </strong>di videogiocatori, presa come esempio per descrivere gli aspetti di progettazione di un sito di interazione sociale. </span></p>
<p>Originale e curioso lo studio effettuato da Renata Durighello<span style="x-small;">, insegnante di scuola primaria, che ha illustrato la sua <strong>esperienza di tagging collaborativo coi bambini</strong>: l&#8217;esperimento prevedeva due fasi, la prima caratterizzata dall&#8217;attività di tagging svolta dai bambini su carta e la successiva su piattaforma WordPress. La finalità era fornire ai bambini un percorso di riflessione sulle modalità della nostra mente di classificare e categorizzare le informazioni, in questo caso immagini. Molto simpatica l&#8217;analisi conclusiva dell&#8217;intervento che dimostrava come bambini e adulti durante il tagging commettono gli stessi errori: problemi di ortografia, uso indistinto delle forme singolari e plurali, associazioni non appropriate, prevalenza di termini non descrittivi (foto, immagine&#8230;).</span></p>
<p>Stefano Bussolon e Davide Potente hanno invece introdotto e approfondito i concetti di <strong>design partecipativo</strong> e <strong>architettura pervasiva</strong>, mostrando il caso di un aereoporto progettato dai passeggeri. Il loro studio è partito dall&#8217;uso di tecniche quali <a title="Card Sorting" href="http://www.boxesandarrows.com/view/card_sorting_a_definitive_guide" target="_blank">Card sorting</a> e <a title="Free Listing" href="http://www.boxesandarrows.com/view/beyond_cardsorting_free_listing_methods_to_explore_user_categorizations" target="_blank">Free listing</a>, necessarie per definire la struttura e la classificazione dell&#8217;informazione, nel campo dell&#8217;architettura urbanistica. Lo spazio fisico viene ripensato e progettato a partire dall&#8217;utente finale (il passeggero), andando incontro alle esigenze espresse da questi ultimi durante l&#8217;analisi dei modelli mentali umani di classificazione e categorizzazione di spazi cognitivamente simili. Un ottimo esempio di <a title="user centered design" href="http://www.usabile.it/302007.htm" target="_blank">user centered design</a> in campo reale. In fondo, non dovremmo progettare siti internet a partire dall&#8217;analisi del pubblico a cui ci vogliamo rivolgere?</p>
<p>Molti interventi hanno però catalizzato l&#8217;attenzione su un unico concetto: <strong>Ecosistema</strong>.</p>
<p>Ecosistema inteso come un ambiente caratterizzato da periferiche multiformi tramite le quali un utente usufruisce di un un servizio. Un ambiente nuovo, ricco di potenzialità, caratterizzato da una evoluzione veloce e continua, e che ci pone quindi problemi quali usabilità, efficienza e soddisfazione.</p>
<p>Proprio su questo tema è stato in un certo senso illuminante l&#8217;intervento di Gianlunca Brugnoli sull&#8217;<strong>esperienza utente nei sistemi di interazione</strong>, che evidenzia l&#8217;indifferenza degli utenti rispetto ai supporti. Il media utilizzato da una persona per vivere un&#8217;esperienza, come l&#8217;ascolto di un brano musicale, perde completamente valore a scapito dell&#8217;utilizzo e del contesto nel quale esso avviene. I canali, i contesti e le situazioni delle interazioni si sono moltiplicati. Da qui l&#8217;esigenza di creare un unico flusso di conversazione con l&#8217;utente, <em>&#8220;one conversation</em>&#8221; come definisce Brugnoli nel corso del suo intervento. Attraverso l&#8217;analisi dei cosidetti &#8220;touchpoints&#8221;, punti di contatto dell&#8217;utente con i media(punti dell&#8217; esperienza), è possibile creare e simulare scenari sulla base dei quali costruire il nostro sistema d&#8217;interazione.</p>
<p>Leonora Giovanazzi, information architect di Sketchin, affronta anche lei il tema di ecosistema nel web, <span style="Verdana;">intendendo quest&#8217;ultimo non solo come insieme di supporti di interazione ma anche e sopratutto come insieme delle piattaforme software su cui questi si basano. La progettazione basata sull&#8217;utente assume un ruolo sempre più centrale, dal momento che è fondamentale veicolare la stesse user experience attraverso piattaforme diverse su media diversi. </span></p>
<p>Molto interessante poi la presentazione di progetti &#8220;case studies&#8221; reali quali:</p>
<ul>
<li>Architettura informativa e usabilità nella riscrittura di un manuale d&#8217;uso: il caso dell&#8217;Impresa in un giorno, Stefano Dominici e Andrea Fiacchi, <em>UserTest/Lab</em>.</li>
<li>Progetto Sito Web Consiglio regionale dell&#8217;Umbria, Andrea Giottoli <em>Consiglio regionale dell&#8217;Umbria</em></li>
<li>Valceno.org, network per la condivisione di informazioni ambientali, Letizia Bollini <em>Università di Milano Bicocca.</em></li>
</ul>
<p>L&#8217;intevento di Luca Mascaro su &#8220;<strong>Strutture ed Interfacce Adattive</strong>&#8221; ha invece aperto un piccolo dibattito post-presentazione sul tema delle euristiche. Un&#8217;interfaccia adattiva (adaptive UI) è infatti un&#8217;interfaccia che si adatta autonomamente alle condizioni d&#8217;uso e che mette a disposizione dell&#8217;utente l&#8217;informazione utile in base al suo livello di capacità.  Ma è sopratutto un&#8217;interfaccia propositiva che deforma e non elimina l&#8217;informazione di rumore per allegerire il carico cognitivo umano, naturalmente portato a farne risparmio attraverso la generazione di euristiche. Sono proprio queste euristiche quindi che l&#8217;interfaccia deve favorire per raggiungere il suo obiettivo. Un sistema adattabile permette la contestualizzazione (orienta l&#8217;interfaccia verso il contesto d&#8217;uso) e la personalizzazione (orienta l&#8217;interfaccia verso le caratteristiche dell&#8217;utente).</p>
<p>Gli interventi di chiusura delle due giornate sono stati tenuti da Søren Muus e Jim Kalbach che hanno parlato rispettivamente di <a title="Euroianet" href="http://euroianet.ning.com/" target="_blank"><strong>EuroIA Network Initiative</strong></a>,<strong> </strong>costruire un network europeo dell&#8217;architettura dell&#8217;informazione,<strong> </strong>e<strong> Commercial Etnography</strong>, un approccio etnografico alla ricerca e allo studio sugli utenti e sui loro comportamenti.</p>
<p>Personalmente è stata un&#8217;esperienza umana e professionale di assoluto livello. Aspettiamo la prossima edizione con la speranza che questi eventi contribuiscano ad aumentare in Italia l&#8217;attenzione sulle tematiche di architettura dell&#8217;informazione e user centered design.</p>
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