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	<title>Altura Labs &#187; Varie</title>
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		<title>I Quality Rater di Google</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 11:37:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Metrangolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[SEO]]></category>
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		<description><![CDATA[
Qualche giorno fa Matt McGee di Search Engine Land ha pubblicato un interessante articolo dal titolo
An Interview With A Google Search Quality Rater. Molto intrigante vista l&#8217;immensa mitologia che circola su chi siano e cosa facciano i famigerati Quality Rater di Google.
Innanzitutto chi fa questo mestiere non è un dipendente di Google: Lionbridge (nel caso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alturalabs.com/blog/2012/01/24/i-quality-rater-di-google/quality-rater/" rel="attachment wp-att-892"><img src="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2012/01/quality-rater.jpg" alt="" width="650" height="525" class="alignnone size-full wp-image-892" /></a><br />
Qualche giorno fa Matt McGee di Search Engine Land ha pubblicato un interessante <a href="http://searchengineland.com/interview-google-search-quality-rater-108702">articolo</a> dal titolo<br />
<em>An Interview With A Google Search Quality Rater</em>. Molto intrigante vista l&#8217;immensa mitologia che circola su chi siano e cosa facciano i famigerati Quality Rater di Google.<br />
Innanzitutto chi fa questo mestiere non è un dipendente di Google: Lionbridge (nel caso dell&#8217;intervistato), Leapforce, Butler Hill e probabilmente altri sono i nomi delle aziende che svolgono questo lavoro per conto di Google.<br />
<strong>La missione di un Quality Rater è, in primis, migliorare i risultati affiancando all&#8217;algoritmo la revisione umana.</strong><br />
Una supervisione al ranking delle SERP o addirittura una vigilanza sul SEO non sono obiettivi di questa attività.<br />
Il processo di valutazione di un sito è un&#8217;attività piuttosto complessa che coinvolge circa 6 raters per task: nel caso vi siano giudizi discordanti si apre una fase di discussione interna alla fine della quale<br />
si arriva ad un giudizio condiviso, se questo non bastasse entra in campo un moderatore, della stessa Lionbridge, che cerca di arrivare alla giusta sintesi basandosi su tutto ciò che è stato valutato riguardo alla pagina.<br />
Il rating non si ferma ai risultati naturali della ricerca di Google, ma può investire anche gli annunci pubblicitari di adwords, i risultati di google places, news e universal search.<br />
Ciò che è significativo è, sempre stando all&#8217;intervistato, che <strong>i rater non hanno alcun contatto con dipendenti di Google</strong> e il loro processo di lavoro è soggetto ad un controllo molto scrupoloso che prevede parziali sospensioni del lavoro del singolo qualora egli non abbia portato a termine una serie di tasks in un dato lasso temporale o al licenziamento, qualora la qualità del lavoro non sia giudicata soddisfacente.</p>
<p>Un esempio ci dice qualcosa in più su come lavorano: data la parola chiave “Nike Women’s Running Shoes” ci sono 20 siti da giudicare e il rater li visita tutti per determinare quale di questi sia <em>vital, useful, relevant, slightly relevant, o useless</em>.<br />
Ovviamente il sito ufficiale della Nike viene giudicato <em>vital</em> mentre la pagina di wikipedia sulla storia della nike prende in questo caso uno <em>slightly relevant</em> perché è evidente che chi sta cercando un prodotto non ha alcun interesse a leggersi la storia dell&#8217;azienda che lo produce.<br />
Fosse andato avanti con altri esempi sarebbe stato sicuramente più interessante; ci dice un po&#8217; poco su questo ma è probabile che di più non possa dire!<br />
Quello che si afferma chiaramente è che il processo di rating dei risultati comincia da un check sulla presenza di segnali di spam come testo nascosto e keyword stuffing, una volta assodato che si tratta di un sito che non adotta pratiche considerate &#8220;furbe&#8221; si va a leggerne il contenuto giudicando se questo sia utile all&#8217;utente o meno.<br />
Di sicuro ci sono tasks specifici che prevedono un giudizio sul design della pagina, non su quanto sia bella esteticamente la creatività, quanto invece funzionale al sito stesso ed alla disposizione di contenuti e pubblicità. La presenza di errori grammaticali nei testi invece, può influenzare negativamente il rating di un sito, dimostrando una volontà di ricerca di professionalità ed accuratezza nelle pagine web che produciamo.</p>
<p>Il tipo di verifica che viene ritenuta più importante è il <em><strong>Side by Side</strong></em> dove vengono giudicati i risultati di una stessa SERP prima e dopo un nuovo algoritmo, a garantire che il cambiamento sia sempre quello desiderato da Google, il migliore possibile.</p>
<p>Non di rado ho sentito storcere il naso riguardo la presenza di questa figura professionale dei quality rater: la critica muove dal fatto che se ti imponi con una tecnologia affermando la superiorità dell&#8217;algoritmo e poi ti affidi al fattore umano per aggiustare i risultati, dichiari di non essere in grado di produrre una tecnologia autosufficiente.<br />
Dal lato opposto ho invece guardato sempre positivamente a questa pratica di Google: da umanista felicemente prestato al web rimango convinto della <strong>necessità che non sia lasciato solamente ad un algoritmo stabilire il grado di rilevanza di un testo</strong>, di una pagina commerciale, o di un pensiero espresso all&#8217;interno di un blog.</p>
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		<title>Dal museo virtuale al Geoblog della memoria storica</title>
		<link>http://www.alturalabs.com/blog/2008/11/19/dal-museo-virtuale-al-geoblog-della-memoria-storica/</link>
		<comments>http://www.alturalabs.com/blog/2008/11/19/dal-museo-virtuale-al-geoblog-della-memoria-storica/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 15:22:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Flavia Aliberti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[geomaps]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[museo virtuale]]></category>

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		<description><![CDATA[Il museo è un’istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il museo è un&#8217;istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo. È aperto al pubblico e compie ricerche che riguardano le testimonianze materiali e immateriali dell’umanità e del suo ambiente; le acquisisce, le conserva, le comunica e, soprattutto, le espone a fini di studio, educazione e diletto.&#8221; Icom, Seoul 2004.</p>
<p>Questa è la definizione di museo data dall&#8217;Icom, il Comitato Internazionale dei Musei. All&#8217;interno di questa visione aperta, ma nello stesso tempo ben delineata, dell&#8217;istituzione museale, le nuove tecnologie trovano il <strong>loro spazio</strong> e la loro applicazione. Nascono sempre in maggior numero siti Internet che, oltre ad essere vetrina degli stessi musei, possono diventare veri e propri musei virtuali.</p>
<p>Niente deve essere inteso ovviamente come <strong>&#8220;sostituto&#8221; </strong>del Museo reale e concreto, bensì una <strong>nuova realtà </strong>che trova vita all&#8217;interno di un mondo, allo stesso tempo parallelo e simbiotico a quello reale.</p>
<p>In questo spazio di comunicazione, di interazione, incontro e scontro, il museo virtuale può rispondere comunque a molti dei requisiti fissati dall&#8217;Icom e con i quali concordo pienamente. Aggiungerei che qualsiasi museo, sia esso reale o virtuale, non dovrebbe mancare della dimensione emozionale che è data tanto dall&#8217;oggetto o dall&#8217;immagine, quanto dal suono, dal <strong>&#8220;luogo&#8221;, reale o virtuale</strong>, e da tutte le componenti che rendono effettivamente sentita e unica l&#8217;esperienza museale.</p>
<p>Il Museo virtuale è carico di <strong>possibilità, </strong>permettendo, anche grazie ad una più elevata fattibilità a livello economico ed organizzativo, una grande fluidità di percorsi e di associazioni, una maggiore <strong>interattività</strong>, e soprattutto il superamento di barriere dimensionali e temporali, diventando un ponte verso <strong>diverse tipologie di utenti</strong>. In Italia stentano a nascere <strong>nuove figure</strong> intorno a progetti di questo tipo: gran parte dei migliori prodotti finora sono il risultato di esperienze multidisciplinari, gruppi che nascono e si scompongono alla fine di ogni progetto.</p>
<p>Così, mentre molto lentamente iniziano a comparire nella carta delle professioni museali italiane nuovi profili come il webmaster, ben più rapidamente fioriscono corsi e master che coniugano nuove tecnologie e beni culturali, non avanzando, a mio avviso, sincronicamente alla richiesta di tali profili sul mercato del lavoro.</p>
<p>In questo panorama incerto, zoppicante e un po&#8217; approssimativo, devo sottolineare la nascita di un particolare filone di esperienze positive. Idee che trovano spunto e origine negli ecomusei, promossi dalla Museologia degli anni Settanta specialmente nei paesi del Nord Europa, ed oggi diffusi ampiamente anche in Italia: musei che conservano, recuperano e rinnovano identità e memorie collettive, &#8220;patrimonio immateriale dell&#8217;umanità&#8221;. Diverse <strong>esperienze virtuali</strong> si muovono in questa direzione e sono oggi organizzate e pianificate in modo tale da risultare efficaci ed emotivamente impattanti.</p>
<p>A testimonianza dell&#8217;importanza del virtuale all&#8217;interno di questo genere museale, si è svolto quest&#8217;anno un seminario internazionale sul <strong>&#8220;ruolo del virtuale nella conservazione della memoria storica&#8221;<em> </em></strong>che ha visto anche la proposta di un&#8217;esperienza incrociata tra le <strong>geomaps di Google e i social networks</strong>, frutto di una partecipazione aperta e collaborativa che consente di creare una mappa della memoria europea: <a href="http://www.storiesongeographies.eu/">http://www.storiesongeographies.eu/</a>.</p>
<p>Il progetto, oltre a costruire una memoria collettiva europea, partendo in modo estremamente positivo dalla conservazione e dal recupero della differenza delle esperienze territoriali locali, diventa strumento di raccordo e dialogo internazionale. Credo che nei dibattiti sul rinnovamento del sistema museale italiano non dovrebbe mancare una riflessione sulla problematica parallela che sta coinvolgendo il <strong>mondo culturale virtuale</strong>.</p>
<p>Qualche link:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.muvilo.it/">http://www.muvilo.it/</a></li>
<li><a href="http://www.europeanvirtualmuseum.it/">http://www.europeanvirtualmuseum.it</a></li>
<li><a href="http://www.memoriadellealpi.net/index.php">http://www.memoriadellealpi.net/index.php</a></li>
<li><a href="http://www.virtualmuseum.ca/English/index_flashFT.html">http://www.virtualmuseum.ca/English/index_flashFT.html</a></li>
</ul>
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		<title>Nuova versione Beta 2 di Internet Explorer 8</title>
		<link>http://www.alturalabs.com/blog/2008/09/17/nuova-versione-beta-2-di-internet-explorer-8/</link>
		<comments>http://www.alturalabs.com/blog/2008/09/17/nuova-versione-beta-2-di-internet-explorer-8/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 15:49:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Schulz Seyring</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[browser]]></category>
		<category><![CDATA[internet explorer]]></category>
		<category><![CDATA[microsoft]]></category>

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		<description><![CDATA[Microsoft ha lanciato la versione beta 2 di Internet Explorer 8 anche in lingua italiana, scaricabile dal sito www.microsoft.com.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;">Microsoft ha lanciato la versione beta 2 di Internet Explorer 8 anche<strong> in lingua italiana</strong>, scaricabile dal sito <a href="http://www.microsoft.com/italy/windows/products/winfamily/ie/ie8/campaign/default.mspx" target="_blank">www.microsoft.com</a><a href="http://www.microsoft.com/italy/windows/products/winfamily/ie/ie8/campaign/default.mspx" target="_blank"></a>. Internet Explorer 8 dovrebbe avere alcune novità in grado di contrastare la concorrenza degli altri browser.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Innanzitutto dovrebbe essere più sicuro, aver migliorato la produttività ed aver una maggiore attenzione per la privacy. Un nuovo sistema di filtraggio dei siti ingannevoli ed il blocco dei file che potrebbero essere dannosi fanno parte del miglioramento della sicurezza. Internet Explorer8 dovrebbe inoltre dare la possibilità di navigare in  <strong>InPrivate Browsing</strong>,  speciali sessioni che non memorizzano nulla dell&#8217;attività dell&#8217;utente sul Pc.<span id="more-244"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Oltre a questi miglioramenti, ve ne dovrebbero essere altri riguardanti la navigazione, l&#8217; avvio del browser, il caricamento della pagine e l&#8217;apertura di altre schede dovrebbero essere molto più veloci. Una novità è sicuramente data dagli <strong>acceleratori</strong>, utilizzabili per cercare, mappare, inviare tramite e-mail, tradurre o condividere il contenuto di qualsiasi pagina Web visualizzata, che renderebbero più veloci e semplici la connessione dei servizi web che ci interessano alla pagina web  visitata.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Negli altri Paesi, come in Germania, in cui questa versione è già stata lanciata alla fine di agosto i pareri sembrano complessivamente positivi, soprattutto se i miglioramenti vengono analizzati dal punto di vista degli utenti normali e paragonati a IE7. Per i navigatori un po&#8217; più esperti le motivazioni per passare a IE8 non sembrano molto rilevanti, in quanto pare che i browser della concorrenza offrano un maggior controllo sulla vita interna del browser  rispetto a IE8 (<a href="http://www.chip.de/artikel/Praxis-Test-Internet-Explorer-8-Beta-2_32652290.html" target="_blank">www.chip.de</a>).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Sarà comunque interessante vedere cosa succederà, ora che fra i concorrenti di Internet Explorer c&#8217;è anche <strong>Google Chrome</strong>, ma questo si potrà sapere solamente quando di entrambe le versioni verrà rilasciata quella definitiva.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Chrome ed il futuro di Google</title>
		<link>http://www.alturalabs.com/blog/2008/09/10/chrome-ed-il-futuro-di-google/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Sep 2008 14:20:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Schulz Seyring</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[apple]]></category>
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		<description><![CDATA[Come tutti sanno, martedì 2 settembre Google ha reso disponibile il download della versione beta del suo nuovo Browser, Google Chrome. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal">Come tutti sanno, martedì 2 settembre Google ha reso disponibile il download della versione beta del suo nuovo Browser, Google Chrome.</p>
<p class="MsoNormal">Secondo quanto presentato da Google, questo browser dovrebbe essere in grado di eseguire le applicazioni web più avanzate e in modo ottimale: mantiene, infatti, le schede in ambienti isolati, cosicché qualsiasi anomalia all&#8217;interno di una scheda non pregiudichi il funzionamento delle altre. Google Chrome dovrebbe inoltre fornire una protezione più adeguata contro i siti pericolosi. Il miglioramento dovrebbe risultare anche nella velocità e nella rapidità di risposta. Per di più, Google ha realizzato il V8, un potente motore JavaScript, in grado di far funzionare le applicazioni web di prossima generazione.</p>
<p class="MsoNormal">Le applicazioni web di Google, il calendario, il servizio e-mail, Google Docs &amp; Spreadsheets (la variante on line del software per l’ufficio) che coprono ormai quasi tutte le funzioni di Office, dovrebbero essere condotte al desktop attraverso un unico canale. Inoltre, qualche tempo fa, con Gears, Google aveva creato la possibilità di lavorare con le applicazioni web anche off line e caricare gli aggiornamenti al momento della connessione successiva.</p>
<p class="MsoNormal">Il fine di tutte queste soluzioni è quello di eliminare la necessità di un pacchetto da installare fisso sul computer, rendendo necessari solo un browser ed una connessione veloce ad internet. Google si mette così chiaramente in concorrenza con i programmi quali «Microsoft Office». Internet Explorer di Microsoft è stato fino ad oggi il leader nel settore, anche se negli ultimi tempi il browser di Mozilla, Firefox, aveva raggiunto, con quasi un 20% di utenti, una certa popolarità.</p>
<p class="MsoNormal">E‘ ancora presto per dire se Google Chrome sarà un successo di mercato. Molti utenti di Internet sono semplicemente troppo pigri o inesperti, dal punto di vista tecnico, per modificare il loro browser classico installato sul PC o sul Mac: in quasi tutti i PC di Windows è già installato il browser Internet Explorer di Microsoft ed anche Apple fornisce i suoi computer con il browser Safari. D’altronde la versione di Chrome per il Mac non è ancora disponibile e pare che seguirà fra qualche settimana.</p>
<p class="MsoNormal">Microsoft trae chiaramente vantaggio dal fatto che gli antagonisti di Internet Explorer si fanno concorrenza l’un l’altro. Per questo motivo c’è da aspettarsi che lo sviluppo di Chrome sarà inizialmente a discapito di Mozilla.</p>
<p class="MsoNormal">Veniamo a quelle che possono essere le conseguenze per gli utenti: i lati positivi sono sicuramente che, maggiore è il numero di browser e maggiore è la possibilità di scegliere, inoltre, la concorrenza stimola il miglioramento delle singole funzionalità e Chrome dovrebbe appunto presentare numerosi miglioramenti. Per di più, se effettivamente Google riuscirà a creare una specie di sistema operativo per internet, che trasferisce i software dal computer locale alla rete, si avrà, come effetto positivo, una mobilità illimitata. D’altra parte, nell’ambito pubblicitario del web, Google ha già un potere dominante e, come abbiamo visto, offre numerosi programmi e servizi.<span> </span><span> </span></p>
<p class="MsoNormal">Tenendo anche conto che Google, con “Android”, sta introducendo sul mercato un sistema operativo per i cellulari, ciò potrebbe far pensare a un’ulteriore strategia: gli utenti si troverebbero a utilizzare tutti i mezzi digitali di Google, indipendentemente dal dispositivo che li supporta. Ciò ridurrebbe la richiesta di hardware e un unico operatore avrebbe, teoricamente, accesso completo a tutti i dati degli utenti.</p>
<p class="MsoNormal">Ma aspettiamo di vedere l’impatto che avrà questo nuovo browser e come verrà ulteriormente sviluppato.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Blogs Di Origine Controllata</title>
		<link>http://www.alturalabs.com/blog/2008/06/13/blogs-di-origine-controllata/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Jun 2008 09:30:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Ruocco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[blogger]]></category>
		<category><![CDATA[blogosfera]]></category>

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		<description><![CDATA[La commissione cultura del Parlamento Europeo con la sua mozione dello scorso 2 Giugno propone una regolamentazione per i contenuti generati dai blogger.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La rete fa paura al potere. Tutto ciò che sfugge al controllo fa paura al potere. L&#8217;informazione che internet produce esce dai binari dell&#8217;informazione tradizionale e spesso asservita e con orgoglio dà voce a chiunque abbia qualcosa da dire, mettendo tutti sullo stesso piano, senza distinguere tra prima e seconda classe.</p>
<p>Tutto questo spesso crea scompiglio&#8230;</p>
<p>Ma la tentazione della censura è troppo forte e, che si chiami col suo vero nome o si ricorra ad eufemismi come regolamentazione, etichetta o codice di comportamento, da un po&#8217; di tempo a questa parte ci sono “capistazione” che non ci stanno più a fischiare a vuoto e stanno lavorando per far rientrare nei binari questo treno in corsa con carrozze di sola seconda classe.</p>
<p>Ed ecco allora che, dove non sono riusciti i governi nazionali, ci pensa la commissione cultura del Parlamento Europeo con la sua <a href="http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+IM-PRESS+20080602IPR30531+0+DOC+XML+V0//EN&amp;language=IT">mozione</a> dello scorso 2 Giugno (che sarà discussa dal Parlamento Europeo a settembre) che propone una <strong>regolamentazione</strong> per i contenuti generati dai bloggers, <strong>un&#8217;etichetta volontaria</strong> che serva ad informare i lettori sull&#8217;identità dell&#8217;autore, e a &#8220;chiarire la responsabilità finanziaria e professionale e gli interessi dei loro autori&#8221;.</p>
<p>Questa <strong>etichetta DOC</strong> dei bloggers servirà, secondo <strong>Marianne Mikko</strong>, eurodeputata estone, a risolvere il problema dell&#8217;eccesso di informazione che c&#8217;è su internet e consentirà di creare maggiore fiducia da parte del lettore&#8230;</p>
<p>In realtà, questo invito all&#8217;identificazione suona più come un&#8217;abolizione dell&#8217;anonimato che in sostanza è alla base della libertà di espressione che offre internet. Questo obbligo di identificazione creerebbe infatti una sorta di <strong>censura sociale</strong>, soprattutto nei confronti di gruppi o minoranze discriminate che grazie a internet trovano voce e consensi, nei confronti di chi vuole esprimere una personale considerazione politica, religiosa o di qualsiasi altro tipo con il solo scopo di cercare un confronto e che probabilmente non esprimerebbe se tutti potessero leggere la sua carta d&#8217;identità&#8230;</p>
<p>Per quanto riguarda la fiducia dei lettori, il problema che la commissione pone mi sembra non avere alcun senso. Sono io che decido a chi dare fiducia in rete, sono io che scelgo i miei filtri e che decido se considerare attendibile un&#8217;informazione, sono io che decido quali blogs leggere, e tutto questo proprio grazie all&#8217;eccesso di informazione che sono in grado di reperire&#8230;</p>
<p>Piuttosto il problema che si dovrebbe affrontare è proprio opposto, e cioè ci si dovrebbe preoccupare di liberare l&#8217;informazione da qualsiasi forma di controllo e di garantirne l&#8217;accesso a tutti.</p>
<p>Libero blog in libero Stato dunque&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Gmail Russia</title>
		<link>http://www.alturalabs.com/blog/2008/03/19/gmail-russia/</link>
		<comments>http://www.alturalabs.com/blog/2008/03/19/gmail-russia/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 19 Mar 2008 16:07:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Ruocco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Gmail]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[Saatchi & Saatchi]]></category>

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		<description><![CDATA[La Saatchi &#038; Saatchi di Mosca si è inventata questo video stile "Art Attack" che spiega come funziona il servizio di posta elettronica di Google.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per spingere i Russi ad utilizzare <strong>Gmail</strong> la Saatchi &amp; Saatchi di Mosca si è inventata questo video stile &#8220;<em>Art Attack</em>&#8220;, che spiega con minuzia di particolari come si usa il servizio di posta elettronica di Google.</p>
<p>Non trovate sia davvero carino? Secondo me funziona&#8230;</p>
<p><object width="425" height="355" type="application/x-shockwave-flash"></object><object width="425" height="355" data="http://www.youtube.com/v/WFDq95zHJIg&amp;hl=en" type="application/x-shockwave-flash"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/WFDq95zHJIg&amp;hl=en" /><param name="wmode" value="transparent" /></object></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;ego-surfing o narcisismo digitale</title>
		<link>http://www.alturalabs.com/blog/2008/02/08/lego-surfing-o-narcisismo-digitale/</link>
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		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 10:34:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Lanza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alturawmc.it/blog/2008/02/08/lego-surfing-o-narcisismo-digitale/</guid>
		<description><![CDATA[L'ego-surfing è un termine presente nell'Oxford English Dictionary addirittura dal 1998.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Apprendo da Wikipedia con un certo stupore che l&#8217;ego-surfing è un termine presente nell&#8217;<a href="http://www.oed.com/">Oxford English Dictionary</a> addirittura dal 1998&#8230;</p>
<p>Chi mi conosce sa quanta avversione nutro nei confronti della TV e più concretamente verso quella parte di programmazione che oramai da anni propone palinsesti dove l&#8217;apparire, il presiedere, il comparsare sembrano essere l&#8217;unico modo (la vera chimera) per essere&#8230;</p>
<p>Il <em>cogito ergo sum</em> di Cartesio e il suo scetticismo metodologico spazzerebbero via in un secondo <strong>il nulla</strong> proposto oggi dai tuttologi, egocentrici sconosciuti, isolani, granfratellisti e politicanti d&#8217;avanspettacolo che disorientano i nostri ragazzi e inebetiscono i loro genitori, eppure <strong>pare</strong> che qualcosa di simile si stia verificando anche sul web e non mi riferisco, almeno in questa sede, ai video di bullismo su Youtube ma all&#8217;ego-surfing, pratica a cui pochi penso siano completamente estranei (compresa la sottoscritta) e che pare stia divenendo una vera e propria mania, tanto da alimentare quello che in diversi articoli e post viene definito come narcisismo digitale.</p>
<p><em>Dove e come compaio se digito il mio nome sui motori?</em></p>
<p>Esiste addirittura un sito <a href="http://qdos.com/">Qdos</a> che ci aiuta a misurarlo! Il narcisismo digitale pare incominci a creare delle vere e proprie patologie&#8230;<strong>depressione da assenza</strong> e <strong>esaltazione da presenza</strong>.</p>
<p>Magnocavallo, creatore di <a href="http://it.blogbabel.com/">BlogBabel</a> uno tra i più importanti siti atti a registrare, aggregare e indicizzare i blog italiani, sostiene, in un <a href="http://www.wittgenstein.it/html/Nova181007.html">articolo</a> di Luca Sofri, che tra i più colpiti dalla sindrome di narcisismo digitale ritroviamo proprio i blogger, che sul Forum del sito darebbero vita ad accese controversie e colorite discussioni se la loro posizione in classifica subisce repentine variazioni o se addirittura il loro nome insieme a quello del loro blog scompare dall&#8217;ambitissima classifica.</p>
<p>Ovviamente quello dei blogger non è il solo caso di presenzialismo digitale o di egocentrismo virtuale&#8230;insomma con le definizioni ci si potrebbe sbizzarrire, ma del resto a pensarci bene di cosa mi sorprendo non è forse il web 2.0 e il mondo dei social network ad aver segnato questa direzione?<br />
In realtà non c&#8217;è teenager negli States che non possieda un profilo su uno o più social e in Italia il fenomeno non è poi così lontano da verificarsi secondo le stesse dinamiche.</p>
<p>Dov&#8217;è,  se c&#8217;è,  la differenza tra il presenzialismo proposto dalla Tv e il presenzialismo digitale&#8230;può <strong>l&#8217;interazione</strong> da sola rappresentare la risposta? Certo non tutte le forme di presenza hanno la stessa valenza, mi viene da pensare che un blogger, nella maggior parte dei casi, abbia qualcosa da dire, posizioni da assumere e idee da difendere,  mentre un profilo su myspace piuttosto che su facebook può aiutare a definirsi ma soprattutto a soddisfare quella voglia di relazionarsi con il resto del mondo senza limiti o confine alcuno. Non essere iscritto ad alcun social, non partecipare attivamente ad un forum, non avere un proprio blog ma leggerne in compeso tanti potrebbe farci risultare out&#8230;</p>
<p>Le mie sono ovviamente solo riflessioni su un mondo che mi rigurda da vicino e che spesso, noi del mestierte, tendiamo a &#8220;proteggere&#8221;,  &#8220;giustificare&#8221; a volte a mistificare vi consiglio per questo di leggere <a href="http://neapolis.blog.rai.it/2008/01/01/narcisisti-digitali-nea-polis-1108/">l&#8217;articolo</a> che ha dato spunto a queste riflessioni e che parte da una ricerca condotta dalla <a href="http://www.pewinternet.org/index.asp">Pew Internet &amp; American Life</a>.</p>
<p>Buona lettura&#8230;</p>
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		<title>Le primarie Usa passano per Google Maps</title>
		<link>http://www.alturalabs.com/blog/2008/01/09/le-primarie-usa-passano-per-google-maps/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Jan 2008 12:04:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristiana Liconti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[google earth]]></category>
		<category><![CDATA[google maps]]></category>
		<category><![CDATA[primarie]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

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		<description><![CDATA[Se vi interessa seguire "da vicino" l'andamento delle primarie 2008 che si stanno svolgendo in questo momento negli Usa, da oggi vi basterà consultare Google Maps.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se vi interessa seguire &#8220;da vicino&#8221; l&#8217;andamento delle primarie 2008 che si stanno svolgendo in questo momento negli Usa, da oggi vi basterà consultare Google Maps.</p>
<p>Troverete in tempo reale i risultati delle elezioni per lo stato di New Hampshire.</p>
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<div><a title="primaires-usa-google.png" rel="attachment" href="http://www.alturawmc.it/blog/?attachment_id=219"><img class="aligncenter size-full wp-image-598" title="primaires-usa-google" src="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2008/01/primaires-usa-google.png" alt="primaires-usa-google" width="251" height="320" /></a></div>
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<p>Da questo <a href="http://maps.google.com/nhprimary2008">link</a> sarà possibile visualizzare “live” i risultati di voto delle diverse città dello Stato nordorientale. Da questa sera invece, saranno disponibili i risultati anche su Google Earth in 3D.</p>
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		<title>YouTube va a caccia di pirati</title>
		<link>http://www.alturalabs.com/blog/2007/10/16/youtube-va-a-caccia-di-pirati/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Oct 2007 13:30:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Ruocco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[copyright]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[YouTube]]></category>

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		<description><![CDATA[Google ha annunciato il lancio di una nuova tecnologia in grado di ottenere risultati tangibili nella lotta ai contenuti non autorizzati nella sua piattaforma.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Risale a pochi mesi fa <a href="http://googleblog.blogspot.com/2007/06/state-of-our-video-id-tools.html">la notizia</a> che <strong>Google</strong> stava sviluppando un sistema che potesse risolvere il problema della pirateria nei video di <strong>YouTube</strong>. Finalmente ieri, sul suo <a href="http://googleblog.blogspot.com/2007/10/latest-content-id-tool-for-youtube.html">blog ufficiale</a>, Google ha annunciato il lancio di una <strong>nuova tecnologia</strong> in grado di ottenere risultati tangibili nella lotta ai contenuti non autorizzati nella sua piattaforma.</p>
<p>Questa tecnologia si chiama <a href="http://www.youtube.com/t/video_id_about">YouTube Video Identification</a> (ovviamente in fase beta), ed aiuterà i titolari dei diritti d&#8217;autore ad identificare i propri lavori all&#8217;interno di YouTube.</p>
<p>YouTube Video Identification, sviluppato dagli ingegneri di Google, si basa su una sorta di <strong>&#8220;impronta digitale&#8221;</strong> dei video, che verranno quindi mappati consentendo di riconoscere ed identificare caratteristiche uniche al loro interno. Una volta identificati, questi video potranno essere bloccati oppure si potrà venire a compromessi, inserendo ad esempio pubblicità all&#8217;interno dei contenuti, i cui proventi saranno divisi tra Google e i titolari dei diritti d&#8217;autore&#8230; ed ecco che a distanza di <a href="http://www.alturawmc.it/blog/2006/10/10/google-e-youtube-novelli-sposi/">un anno esatto</a> Google inizia a capire come monetizzare la sua mega acquisizione da <strong>1,6 miliardi</strong> di dollari&#8230;</p>
<p>Google afferma che YouTube ha sempre lottato per difendere i diritti d&#8217;autore e questa tecnologia servirà a velocizzare la rimozione dei video non autorizzati. In realtà, come lo stesso <a href="http://www.nytimes.com/2007/10/16/business/16video.html?_r=2&amp;ex=1350273600&amp;en=1154253ad953b579&amp;ei=5088&amp;partner=rssnyt&amp;emc=rss&amp;oref=slogin&amp;oref=slogin">Schmidt  sostiene</a>, non è possibile tracciare al 100% questa sorta di codice genetico dei video, quindi un controllo totale è molto difficile.</p>
<p>Un altro problema che viene poi posto da alcune <strong>media companies</strong> è quello che Google e YouTube, dovendo mappare i video protetti da copyright, si troverebbero a ricevere, catalogare e conservare contenuti di cui &#8220;non hanno bisogno e che non dovrebbero possedere&#8221;&#8230;</p>
<p><strong>Associazioni di consumatori</strong> invece lamentano il fatto che questo sistema impedirebbe anche la pubblicazione di <strong>clips</strong> il cui  <em>fair use</em> è consentito nel <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/DMCA">Digital Millennium Copyright Act</a>.</p>
<p>Non ho dubbi che quei testoni degli ingegneri di Mountain View troveranno soluzioni a questo e a quell&#8217;altro problema&#8230;</p>
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		<title>Video di YouTube per diffondere Virus</title>
		<link>http://www.alturalabs.com/blog/2007/09/06/video-di-youtube-per-diffondere-virus/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 Sep 2007 09:45:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Ruocco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[La propagazione del virus Storm Trojan / Bot in rete continua e adesso sta utilizzando YouTube per attrarre sempre più sfortunati utenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La propagazione del virus <strong>Storm Trojan / Bot</strong> in rete continua e adesso sta utilizzando <a href="http://www.youtube.com/">YouTube</a> per attrarre sempre più sfortunati utenti. Nella sua ultima versione, infatti, Storm Trojan / Bot si presenta con diversi titoli e testi di messaggi di posta elettronica, però in questo caso, secondo quanto riporta <a href="http://www.websense.com/global/it/index.php">Websense</a>, utilizza il nome <strong>video.exe</strong>.</p>
<p>Un esempio di oggetto di una mail infetta può essere: <em>Sheesh man what are you thinkin.</em></p>
<p>Una volta connessi all&#8217;indirizzo web, che apparentemente sembra un link di YouTube, ma in realtà è un indirizzo IP, lo stesso codice usato per attacchi precedenti tenterà di andare in esecuzione.</p>
<p>Se gli utenti non sono vulnerabili, come succedeva <a href="http://www.websense.com/securitylabs/blog/blog.php?BlogID=129">anche prima</a>, comparirà una pagina con un link per l&#8217;esecuzione manuale.</p>
<p>Già da Luglio è disponibile, proprio su YouTube, un <a href="http://www.youtube.com/watch?v=pzKmzO_Xq3k">video esemplificativo</a> di quanto potrebbe accadere realizzato da Websense.</p>
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