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	<title>Altura Labs &#187; Advertising</title>
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		<title>In-Game Advertising più efficace del TV Advertising</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 13:58:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Schulz Seyring</dc:creator>
				<category><![CDATA[Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[Game Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[NeoEdge Networks]]></category>
		<category><![CDATA[Tv Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[Video Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[Zappos]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno studio commissionato dalla NeoEdge Networks dimostra come il video Advertising, all’interno dei giochi online, sia più efficace della pubblicità televisiva.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’idea di legare determinati target group a precisi prodotti non è certo nuova. Già negli anni ‘80 venivano commercializzati giochi con i quali si intendeva incrementare la vendita di altri prodotti.</p>
<p>Oggi s’incontrano differenti forme di  pubblicità di prodotti all’interno dei giochi per il computer. Il cosiddetto <strong>&#8220;In-Game Advertising&#8221;</strong> -  la commercializzazione di manifesti e di striscioni pubblicitari è molto diffuso. Nel gioco Fifa 08 si reclamizzano, per esempio, carte di credito e riviste sportive. Nel gioco sulle corse automobilistiche “Need for Speed” si sfreccia davanti a grandi manifesti, che pubblicizzano prodotti per automobili, deodaranti da uomo, catene fastfood ed altro. In altri giochi si tratta principalmente di product placement.I „Sim“ per esempio acquistanto alimenti ed abbigliamento virtuale, i marchi però sono reali. Qui vengono applicate strategie di mercato che puntano a legare gli utenti, quando ancora sono bambini, ad un determinato marchio.</p>
<p>Proprio a questo proposito, uno studio commissionato dalla <strong>NeoEdge Networks</strong> dimostra come il <strong>video Advertising</strong> all’interno dei giochi online sia più efficace della pubblicità televisiva. Lo studio è stato svolto con l’agenzia di Research-Based Strategic Consultation, <strong>Frank Magid Associates</strong>, e l’agenzia pubblicitaria <a href="http://www.zappos.com/"><strong>Zappos.com</strong></a>.</p>
<p>Nelle studio, i giocatori di uno specifico gioco hanno partecipato ad un sondaggio, che sottoponeva loro uno di 10 sceneri di pubblicità online, nei quali variava la tipologia, il numero e la quantità di pubblicità. Secondo <strong>Vicki Cohen</strong>, vice presidente esecutivo della Frank Magid Associates, i risultati indicano come i giocatori mostrassero una consapevolezza del marchio di cinque volte superiore quando il gioco conteneva una pubblicità di Zappos. A questo proposito Cohen ha affermato che: “Più dell’80% dei giocatori ha collegato Zappos.com con quell’azienda che ha permesso loro di giocare gratuitamente ed il 56% aveva un parere decisamente migliore di Zappos considerando come positivo lo scambio tra poter giocare gratuitamente e la presenza della pubblicità.</p>
<p>Secondo lo studio della NeoEdge i giocatori si ricordano, sentono e vedono i marchi in modo più consapevole quando questi compaiono in un <strong>videogioco</strong>. La <strong>Tv Advertising</strong> non può competere con questi risultati.</p>
<p>Da ciò se ne deduce che la pubblicità inserita nei <strong>giochi online gratuiti</strong> oltre ad essere estremamente mirata e in continuo aggiornamento, ha con molte probabilità un’efficacia decisamente maggiore, in quanto l’utente la percepisce come componente positiva sia perchè contribusice a dare realtà al gioco sia perchè necessaria per poter giocare gratis.</p>
<p>Ciò non rappresenta comunque un problema  per chi investe nella pubblicità televisa, in quanto statisticamente, gli utenti di giochi online sono solitamente anche frequenti spettatori televisivi.</p>
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		<title>Google Adwords: nuova interfaccia (beta)</title>
		<link>http://www.alturalabs.com/blog/2009/03/27/google-adwords-nuova-interfaccia-beta/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 12:08:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Ruocco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[beta]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[google adwords]]></category>
		<category><![CDATA[interfaccia]]></category>

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		<description><![CDATA[La tanto attesa nuova interfaccia del pannello è da oggi disponibile in versione beta per alcuni inserzionisti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli inserzionisti conservatori e restii al cambiamento non saranno felici della novità disponibile da oggi (per molti, ma non per tutti) su Adwords. Ebbene sì, la tanto attesa <strong>nuova interfaccia</strong> del pannello è da oggi disponibile in versione beta per alcuni inserzionisti. Basta cliccare sul link &#8220;<strong>nuova interfaccia (beta)</strong>&#8221; per essere proiettati in questo nuovo mondo.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-669" title="adwords-beta" src="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/adwords-beta.png" alt="adwords-beta" width="371" height="251" /></p>
<p>L&#8217;impatto non sarà traumatico se siete abituati ad usare <strong>Adwords Editor</strong>. Sono molte infatti le somiglianze tra i due strumenti, a partire dal menu di sinistra che rappresenta la struttura gerarchica dell&#8217;account fino alle Tabs dei singoli elementi.</p>
<p>Ma vediamo più nel dettagli queste novità.</p>
<p>Una volta passati alla nuova interfaccia (in fase beta sarà sempre possibile ritornare alla vecchia) ci accorgiamo subito che la riorganizzazione della struttura potrebbe aiutarci molto a velocizzare il lavoro sull&#8217;account.<br />
È possibile infatti, grazie al menu di sinistra, passare immediatamente da una campagna all&#8217;altra, o da un gruppo di annunci all&#8217;altro, senza la necessità di uscire dal gruppo o campagna e rientrare poi negli altri. Non è cosa da poco credetemi (soprattutto se penso a quei giorni in cui Adwords è talmente lento che per uscire da una campagna e rientrare in un&#8217;altra riesco a prendere un caffè e fare un paio di telefonate&#8230;).</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-670" title="menu" src="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/menu-204x400.png" alt="menu" width="204" height="400" /></p>
<p>Le tabs nella parte centrale dell&#8217;interfaccia rappresentano ognuna un singolo elemento dell&#8217;account (kw, posizionamenti, annunci ecc) e consentono di passare rapidamente da un elemento all&#8217;altro dell&#8217;account o di una singola campagna, a seconda del livello che abbiamo selezionato in modo da poter apportare le modifiche desiderate.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-671" title="tabs" src="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/tabs-400x28.png" alt="tabs" width="400" height="28" /></p>
<p>Come si può notare, è stata introdotta la scheda &#8220;<strong>Reti</strong>&#8220;, da cui è possibile gestire i posizionamenti degli annunci nella rete di ricerca e contenuti. È inoltre possibile vedere i siti della rete di contenuti di Google in cui i nostri annunci sono stati pubblicati con le relative statistiche di rendimento, vedere quali siti del network di contenuti stanno convertendo meglio e quali peggio e decidere di conseguenza se escluderli o meno dalla pubblicazione.</p>
<p><a href="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/posizionamenti.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-672" title="posizionamenti" src="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/posizionamenti-400x198.png" alt="posizionamenti" width="400" height="198" /></a></p>
<p>Ulteriore novità è rappresentata dall&#8217;introduzione di un <strong>grafico</strong> che consente di monitorare il rendimento dell&#8217;account.</p>
<p><a href="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/grafico1.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-673" title="grafico1" src="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/grafico1-400x57.png" alt="grafico1" width="400" height="57" /></a></p>
<p>È  possibile inoltre elaborare  rapporti molto più specifici e approfonditi, come ad esempio il <strong>rapporto sulle query</strong>, direttamente dalla tab delle keyword (selezionando le keyword che ci interessa verificare), che è in grado di farci capire quali sono le ricerche che hanno attivato la pubblicazione dei nostri annunci.</p>
<p><a href="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/query.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-674" title="query" src="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/query-400x47.png" alt="query" width="400" height="47" /></a></p>
<p>La procedura guidata (e lenta) per creare una campagna è stata velocizzata di molto, in quanto adesso è possibile settare immediatamente tutte le impostazioni della campagna (incluse le reti di pubblicazione) in un solo passo. Ancora più snella poi si fa la creazione del gruppo d&#8217;annunci, che consente anche essa in un&#8217;unica schermata di creare annuncio, inserire le keywords e gestire i posizionamenti.</p>
<p><a href="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/creazione-campagna1.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-676" title="creazione-campagna1" src="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/creazione-campagna1-298x400.png" alt="creazione-campagna1" width="298" height="400" /></a></p>
<p>Anche la modifica delle singole parole chiave è stata velocizzata. Infatti, se prima per apportare modifiche ad una parola chiave bisognava entrare nel gruppo di annunci, selezionare la  parole chiave, selezionare &#8220;Modifica impostazioni parole chiave&#8221;, apportare le modifiche e infine salvare, adesso basta selezionare la parola chiave e, cliccando sul bottone &#8220;modifica&#8221;, potremo apportare tutte le modifiche che desideriamo, persino cambiare la corrispondenza della keyword.</p>
<p><a href="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/creazione-campagna1.png"><a href="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/creazione-gruppo1.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-677" title="creazione-gruppo1" src="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/creazione-gruppo1-360x400.png" alt="creazione-gruppo1" width="360" height="400" /></a></a></p>
<p>È presto per dire se la nuova interfaccia è più o meno usabile della precedente (ovviamente come sempre in queste cose è anche questione di abitudine), ma sicuramente posso dire che la navigazione più rapida all&#8217;interno dell&#8217;account, la possibilità di editare annunci e keywords rapidamente, la possibilità di avere statistiche e di elaborare rapporti sul rendimento nella stessa interfaccia, sono sufficienti per incuriosirmi e spingermi ad abbandonare da subito la vecchia.</p>
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		<title>Google Interest Based Advertising</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Mar 2009 15:35:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Schulz Seyring</dc:creator>
				<category><![CDATA[Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[behavioural targeting]]></category>
		<category><![CDATA[interest based advertising]]></category>

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		<description><![CDATA[Altri network di pubblicità online offrono già da tempo una pubblicità online orientata all'utente; ora anche Google introduce una forma di "Behavioral Targeting": ieri con "Interest Based Advertising" è stata lanciata una versione beta per la rete dei contenuti di Google AdWords e YouTube che permette di selezionare annunci basati sugli (continua...)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Altri network di pubblicità online offrono già da tempo una pubblicità online orientata all&#8217;utente; ora anche Google introduce una forma di &#8220;Behavioral Targeting&#8221;: ieri con &#8220;<strong><a href="http://googleblog.blogspot.com/2009/03/making-ads-more-interesting.htm">Interest Based Advertising</a></strong>&#8221; è stata lanciata una versione beta per la rete dei contenuti di Google AdWords e YouTube che permette di selezionare annunci basati sugli interessi degli utenti. Questo sistema sarà a disposizione di tutti gli advertiser di Google Adwords fino alla fine del  2009.</p>
<p>Con Interest Based Advertising sarà possibile ridurre le perdite dovute alla dispersione dei clic nella pubblicità tramite Google AdWords e migliorare il contatto con gli utenti ma, soprattutto, perfezionare il raggiungimento dei target.<br />
Interest Based Advertising di Google funziona secondo il modello del &#8220;Behavioral Targeting&#8221;: agli utenti, che hanno aperto una pagine web di un advertiser, verrà riproposto, in un momento successivo, un annuncio della stessa azienda nella rete di Google o su YouTube. Se, per esempio, un utente, in agosto, su una pagine web di abbigliamento motociclistico ha visitato la pagina dei giubbotti estivi, a dicembre il gestore della pagina web potrebbe indirizzare l&#8217;utente sulla pagina relativa ai saldi invernali.<br />
Google  mostrerà le pubblicità agli utenti in relazione ai loro interessi tematici. Chi su YouTube guarderà i video di automobili o visiterà le pagine web dedicate ai test automobilistici, verrà classificato dal sistema come amatore di auto e riceverà più pubblicità riferita al mercato automobilistico.<br />
Per cerca di andare incontro alle obiezioni proposte da coloro che si occupano della protezione dei dati Google ha messo a disposizione &#8220;<a href="http://www.google.com/ads/preferences">Ads Preferences Manager</a>&#8220;, qui gli utenti possono vedere le loro categorie di interesse, adeguarle o eliminarle. Possono anche decidere di rinunciare completamente agli annunci pubblicitari Interest Based di Google. Google è divenuto così membro attivo del <a href="http://www.networkadvertising.org/">Network Advertising Initiative</a>, un&#8217;associazione di network pubblicitari online, che permette agli utenti di non far parte del  &#8220;Targeted Advertising&#8221;.</p>
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		<title>Green It e Green marketing</title>
		<link>http://www.alturalabs.com/blog/2009/03/02/green-it-e-green-marketing/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Mar 2009 09:21:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Flavia Aliberti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Perché si parla di Green Information Technology? Perché la tecnologia può essere anche "verde".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;ambito del <strong>marketing &#8220;verde&#8221;</strong>, relativo a prodotti con minore impatto sull&#8217;ambiente e al miglioramento dell&#8217;immagine di una determinata marca tra i consumatori, emergono <strong>problematiche</strong> legate alla sfiducia del cliente verso articoli di cui non è chiara l&#8217;ispirazione ecologica, che risultano spesso più costosi e che non danno la percezione diretta del vantaggio della propria scelta per l&#8217;ambiente.</p>
<p>Greenpeace, per rendere più limpide le politiche delle multinazionali in questa direzione, stila annualmente una classifica delle aziende che si sono impegnate a rendere i propri prodotti Hi-tech aderenti alle principali <strong>norme &#8220;ecologiche&#8221;:</strong> assenza di composti tossici, gestione dell&#8217;intero ciclo di vita di un bene di consumo, efficienza energetica, riduzione delle emissioni di gas serra. Un intero sito <a href="http://www.elettronicaverde.it/">http://www.elettronicaverde.it/</a> è stato dedicato da Greenpeace al settore hi-tech per diffondere i risultati di questa ed altre indagini e raccogliere testimonianze dei cittadini. Rispetto alla prima edizione del 2006 l&#8217;<strong>eco-guida</strong> di Greenpeace ha registrato quest&#8217;anno un aumento dei prodotti &#8220;verdi&#8221; sul mercato. L&#8217;<strong>indagine</strong> e la <strong>campagna</strong> anti-inquinamento messa in rete, insieme ad altre simili <strong>iniziative d&#8217;informazione</strong>, come le denunce relative all&#8217;esportazione illegale di rifiuti tecnologici, sembrano aver prodotto risultati concreti, portando alla luce aspetti meno noti dei principali marchi e direzionando le azioni delle nuove tecnologie verso soluzioni sempre più eco-compatibili.</p>
<p>Perché si parla di <strong>Green </strong><strong><strong>Information Technology</strong></strong>? Perché la tecnologia può essere anche &#8220;verde&#8221;, rivolta a minimizzare l&#8217;impatto delle attività quotidiane sul nostro pianeta e a risparmiare energia e materie prime. Oltre alle attività di partecipazione, divulgazione e informazione veicolate attraverso Internet (il caso di Greenpeace ne è un esempio) è noto che un <strong>corretto utilizzo della Rete</strong> possa permettere un grande risparmio in termini di carta e di carburante per gli spostamenti (telelavoro, teleconferenze, lezioni online). Un&#8217;iniziativa interessante, che nasce per sottolineare le potenzialità del legame tra <strong>tecnologie e ambiente </strong>per il benessere futuro del nostro pianeta, emerge da un&#8217;alleanza tra l&#8217;affascinante mondo radiofonico, nel caso specifico di Lifegate Radio, e Internet. Oltre al proprio portale, la radio promuove oggi una piattaforma di sharing, <strong>YouImpact</strong>, in cui ogni &#8220;post&#8221; inserito, sia esso un articolo, un video o una semplice foto, sempre inerente a tematiche ambientali, produce la ri-forestazione/tutela di 1 mq di territorio. L&#8217;iniziativa si avvale di alcuni “main sponsor” che si alterneranno periodicamente; il primo in ordine di tempo è Cisco: in questo modo le azioni di marketing rivolte a <strong>consolidare il brand</strong> investono anche il <strong>consumatore &#8220;etico&#8221;.</strong></p>
<p>Attraverso il suo ruolo di sponsor per YouImpact, Cisco veicola informazioni sulla propria missione e identità aziendale, come ad esempio l&#8217;impegno di voler ridurre le emissioni di CO2<strong> </strong>entro il 2012 per rispettare le linee dettate dal protocollo di Kyoto. Da notare che questa campagna si fa strada all&#8217;interno di un <strong>pubblico già segmentato</strong>, trattandosi di utenti del sito YouImpact o di Lifegate Radio, quindi già recettivi ad argomenti concernenti un uso sostenibile delle nuove tecnologie.</p>
<p>La <strong>strategia &#8220;verde&#8221;</strong> di marketing nel caso di Cisco e dei futuri main sponsor su YouImpact sembra essere efficace perché mirata ad un&#8217;azione concreta che incrocia <strong>community</strong>, <strong>coscienza ambientale</strong>, e <strong>creatività</strong>: una pubblicità via web positiva sul piano del mutuo vantaggio utente – brand e della non invasività.</p>
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		<title>I nuovi trend online per l&#8217;anno 2009</title>
		<link>http://www.alturalabs.com/blog/2009/02/20/i-nuovi-trend-online-per-lanno-2009/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 15:50:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Schulz Seyring</dc:creator>
				<category><![CDATA[Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[Futures Group]]></category>
		<category><![CDATA[Millward Brown]]></category>
		<category><![CDATA[nuovi trend]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo uno studio del Futures Group di Millward Brown, sembra che quest'anno guadagneranno d'importanza quei trend che hanno la potenzialità di plasmare il mondo digitale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo uno studio del <strong>Futures Group</strong> di Millward Brown, sembra che quest&#8217;anno guadagneranno d&#8217;importanza quei trend, che hanno la potenzialità di plasmare il mondo digitale. A questi vanno collegati i nuovi trend online. <strong></strong></p>
<p>Quest&#8217;anno, visto l&#8217;impatto della crisi finanziaria, i consumatori saranno ancora più attenti al tema &#8220;<strong>prezzo</strong>&#8220;. Secondo le valutazioni fatte da <a href="http://www.millwardbrown.com">Millward Brown</a>, vi sarà un <strong>incremento degli accessi alle pagine web </strong>che propongono <strong>comparative di prezzi</strong> e l&#8217;influenza di queste pagine sulla decisione d&#8217;acquisto diventerà ancora più evidente. La considerazione di questi fattori dovrebbe invitare le aziende a convincere i consumatori all&#8217;acquisto utilizzando mezzi quali i &#8220;<em>consigli per l&#8217;acquisto</em>&#8221; o le offerte di &#8220;<em>sconti online</em>&#8220;.</p>
<p>Un altro trend efficace sembra essere la <strong>commercializzazione dei video online</strong>. Guardando verso tutto il 2009 si pone comunque la domanda se gli specialisti di marketing debbano investire più su formati stabili quali <strong>Hulu</strong> e <strong>Yahoo</strong> o produrre <em>Content</em> per formati interattivi come <strong>Youtube</strong>. Potrebbero essere applicati in grande stile anche i <strong>video virali</strong>, soprattutto se non considerati solo come un divertente passatempo ma parte integrante della strategia di marketing; secondo la Future Group questi video, rivolgendosi in modo mirato al singolo utente, presentano grandi possibilità di successo.</p>
<p>Sul <strong>Mobile Marketing</strong> con la pubblicità via SMS, MMS ed il display advertising ho già scritto nel post precedente. I primi risultati delle ricerche di Millward Brown sul tema Mobile Marketing Performance indicherebbero dei chiari vantaggi per quei marchi che hanno iniziato ad utilizzare queste forme precocemente.</p>
<p>La maggior parte delle spese pubblicitarie vanno comunque alla <strong>pubblicità sui motori di ricerca</strong> e sembra che questo trend non subirà grandi cambiamenti. In questo campo vi sono però delle novità date, per esempio, dall&#8217;integrazione tra audio e contenuti video nelle liste dei risultati dei motori di ricerca. Visto che in tempi di ristrettezze finanziarie il targeting assume sempre più importanza, si avrà un conseguente aumento d&#8217;importanza dell&#8217;<strong>ISP-Targenting</strong>, del <strong>Geo-Ragenting</strong> mediante GPS nonché del <strong>Targeting mediante Social Network</strong>.</p>
<p>I trend riguardanti il mercato dei giochi per PC mostrano un incremento nell&#8217;integrazione di elementi personalizzati e lo spostamento verso le Console mobili, mentre l&#8217;Online-Gaming è ormai parte integrante dei grandi progetti dei giochi.</p>
<p>Analizzando tutti questi dati, coloro che fanno pubblicità hanno la possibilità di creare dei giochi in funzione del proprio marchio o di cavalcare l’onda del gioco tramite i <strong>tie-in</strong>. Sulla scia di un <strong>trasferimento dei budget pubblicitari verso il settore online</strong>, coloro che si occupano di pubblicità sembra che integrino nelle loro campagne online più canali digitali rispetto ad un tempo. In questo modo dovrebbe appunto aumentare la necessità di tracking, di rendere cioè misurabile il peso e l&#8217;efficacia dei diversi elementi al fine di una loro comparazione. In aumento dovrebbe anche essere l&#8217;utilizzo di dati quali la frequenza di ricerca attraverso l&#8217;analisi dell&#8217;apertura delle pagine nonché del numero di acquisiti online portati a conclusione.</p>
<p><strong><strong></strong></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il futuro del Mobile Advertising</title>
		<link>http://www.alturalabs.com/blog/2009/01/22/il-futuro-del-mobile-advertising/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Jan 2009 11:03:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Schulz Seyring</dc:creator>
				<category><![CDATA[Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[Mobile]]></category>
		<category><![CDATA[mobile advertising]]></category>
		<category><![CDATA[mobile internet]]></category>

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		<description><![CDATA[La pubblicità su dispositivi mobile offre all'industria pubblicitaria un canale efficiente per raggiungere il proprio gruppo di destinazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo un articolo pubblicato sul sito della <a href="http://www.de.capgemini.com/presse/pressemitteilungen/mobile_advertising/">Capgemini Consulting</a>, la pubblicità su dispositivi finali, quali i cellulari, offre all&#8217;industria pubblicitaria un canale efficiente per raggiungere il proprio gruppo di destinazione. In base ad analisi fatte, risulta che la pubblicità che compare sul display del cellulare viene cliccata molto più spesso, per trovare ulteriori informazioni sul prodotto ricercato o sul servizio offerto, rispetto alla tradizionale pubblicità, pubblicata su internet.</p>
<p><strong>Nel mobile Advertising il CTR (Click-Through-Rate) raggiunge mediamente il 3,6 % rispetto allo 0,26 % del computer di casa</strong>. L&#8217;esperto di telecomunicazioni della Capgemini Consulting, Tom Lurtz, commenta così i risultati dell&#8217;analisi di mercato: &#8220;Diversamente da quanto accade nella televisione, nella radio e sulla stampa, il <em>mobile advertising</em> raggiunge il destinatario in un nuovo contesto situazionale e può essere sviluppato su misura per l&#8217;utente. Se applicato in maniera corretta, grazie all&#8217;interattività, può raggiungere un&#8217;elevata rilevanza e credibilità. Gli investimenti pubblicitari possono così essere impiegati in maniera ancora più efficiente, cosa senz&#8217;altro vista positivamente dagli investitori, in un periodo in cui i budget sono ridotti.&#8221;</p>
<p>Nella ricerca della creazione del valore aggiunto del <strong>mobile advertising</strong>, i gestori di telefonie mobili sono attualmente molto ben posizionati. Negli anni scorsi hanno movimentato elevati investimenti nella costruzione dei loro portali mobili e, non per ultimo, nella creazione di uno stretto rapporto con il cliente. I gestori di telefonie mobili possono gestire le campagne pubblicitarie in modo mirato, basandosi su criteri quali la demografia, il luogo ed il tipo di dispositivo mobile. In questo, i gestori cooperano già con gli Ad Server per il posizionamento della pubblicità, nonché con aziende internet per lo sviluppo di alcune applicazioni, che vanno dalle funzioni di ricerca fino alle tracce musicali di noti interpreti. Secondo Lurtz &#8220;<strong>la sfida per le aziende di telecomunicazione sarà il <em>Mobile Internet</em> al di fuori dei portali mobili dei gestori di rete</strong>.  Google &amp; Co. non permetteranno ai gestori di rete di conquistare così facilmente questo nuovo terreno di sviluppo&#8221;.</p>
<p>Nonostante siano già state fatte, con grande successo,  campagne pubblicitarie in diversi Paesi, il mercato del mobile advertising è ancora agli inizi. La sua partecipazione alle spese pubblicitarie mondiali è ancora decisamente inferiore all&#8217;1%. Inoltre, non si è ancora affermato un modello gestionale unitario e ciò implica, in modo particolare per i gestori di telefonie mobili, per le aziende di internet e per i produttori dei dispositivi finali, un notevole potenziale di crescita.</p>
<p>Secondo l&#8217;analisi della Capgemini Consulting, nel Mobile Advertising la concorrenza  crescerà in maniera esponenziale. Il <em>Mobile Internet</em>, non legato ai portali, guadagnerà notevolmente di significato e con esso anche le aziende internet quali Google e Yahoo. Sempre secondo <strong>Tom Lurtz</strong>: &#8220;per i concorrenti, <strong>la moneta vincente sarà ottenere la credibilità e la fiducia del consumatore</strong>. Solo chi riuscirà ad conseguire tali requisiti, sarà considerato buon partner nell&#8217;industria pubblicitaria.&#8221;</p>
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		<title>La pubblicità sul web è veramente intollerabile?</title>
		<link>http://www.alturalabs.com/blog/2008/12/05/la-pubblicit-sul-web-veramente-intollerabile/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 10:09:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Schulz Seyring</dc:creator>
				<category><![CDATA[Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[advertising]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicità contestuale]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggendo qua e là sul web, mi capita sempre più spesso di notare dei commenti negativi riguardanti la pubblicità presente nei siti internet.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggendo qua e là sul web, mi capita sempre più spesso di notare dei commenti negativi riguardanti la <strong>pubblicità presente nei siti internet</strong>, sia che si tratti di banner che di testi pubblicitari. E&#8217; stato addirittura realizzato un programma che permette di nascondere i link sponsorizzati che compaiono nella pagina di ricerca di Google.</p>
<p>Dai vari articoli che ho letto, pare che finora solo il 5% degli utenti di Firefox lo stiano utilizzando, quindi l&#8217;uno per cento degli utenti totali, che preferiscono navigare su pagine ripulite dalla pubblicità. Al momento la cifra è di poco conto, ma non è detto che questi utenti non aumentino, come farebbe pensare il numero di volte che questo programma viene scaricato settimanalmente (<a href="https://addons.mozilla.org/de/statistics/addon/1865">281.000 volte circa a settimana</a>).</p>
<p>Il programma permette all&#8217;utente di indicare una lista di elementi noti che non vuole visualizzare durante la navigazione sul web. Chi ne fa uso, o vorrebbe farne uso, tende a paragonare la pubblicità presente sul web alla pubblicità che passa in televisione.</p>
<p>Ecco, a parere mio, il primo errore di valutazione, in quanto la pubblicità che passa in televisione è un elemento di disturbo vero e proprio, che diminuisce e quindi modifica la qualità del prodotto che stiamo guardando, in particolar modo nel caso della visione di un film o di un concerto o di un qualsiasi prodotto che sia stato creato per essere riprodotto <em>senza interruzioni</em>.</p>
<p>In internet è diverso, solitamente la pubblicità si trova in uno o più spazi dedicati della pagina e il resto della pagina è riservato al testo o al contenuto che stavamo cercando. Posso forse capire che possano essere considerati fastidiosi quei banner che si aprono ricoprendo l&#8217;intero schermo del PC e obbligando l&#8217;utente ad aspettare che si richiuda o a cercare il famoso &#8220;chiudi&#8221;, spesso posizionato in modo poco visibile, ma tutta quella pubblicità che non è di ostacolo al nostro fine (lettura del testo, ascolto della musica, ricerca di un prodotto..) non mi sembra poi così intollerabile.</p>
<p>Inoltre, la pubblicità che ritroviamo all&#8217;interno di un determinato sito o nella pagina di ricerca di Google, indifferentemente che si tratti di <strong>annunci di testo o di banner</strong>, è, il più delle volte, per non dire sempre, <strong>contestuale al contenuto della pagina</strong> e viene quindi a rappresentare un <strong>valore aggiunto per l&#8217;utente</strong>, in quanto gli propone altre fonti nelle quali approfondire l&#8217;argomento ricercato.</p>
<p>Qualcuno potrebbe obbiettare che è questione di punti di vista; certo, ma qui entra in gioco il fatto che a tutti piace leggersi gli articoli dei giornali pubblicati sul web, ascoltare la musica, guardare foto, conoscere persone nuove e quant&#8217;altro il web ci offre gratuitamente; ma siccome nessuno regala niente a nessun&#8217;altro (e perchè dovrebbe poi), in qualche modo quelle spese devono essere sostenute, e come, se non con la pubblicità?</p>
<p>Proprio a questo riguardo, il blogger <strong>Jack lewis</strong>, come descrive nel suo sito <a href="http://jacklewis.net/weblog/archives/2007/07/thieves_liars_a.php">jacklewis.net</a>, ha creato un altro programma che permette di riconoscere gli utenti che hanno bloccato la visualizzazione della pubblicità. Tale programma invia gli utenti, che cercano di accedere al suo sito, ad un&#8217;altra pagina in cui spiega perché non fa accedere a quella pagina coloro che che bloccano la pubblicità ma che desiderano comunque usufruire dei servizi offerti dal web gratuitamente.</p>
<p>Ritengo che abbia escogitato un ottimo metodo, d&#8217;altronde avere un banner sul lato di una pagina, un listing sull&#8217;altro e poter leggere tranquillamente il contenuto dei molti quotidiani gratuiti online, che in edicola costano ca.1,00 euro, solo per fare un esempio, mi sembra decisamente un sacrificio sostenibile&#8230; sono altre le cose che non dovrebbero girare sul web&#8230;</p>
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		<title>First Page Bid Estimates</title>
		<link>http://www.alturalabs.com/blog/2008/09/16/first-page-bid-estimates/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 09:39:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Ruocco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[bid]]></category>
		<category><![CDATA[cpc]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[quality score]]></category>

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		<description><![CDATA[Da stamattina Google ha definitivamente decretato la morte del CPC minimo, senza dimenticarsi di ringraziare gli inserzionisti per i preziosi consigli forniti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;">Da stamattina <strong>Google</strong> ha <a href="http://adwords.blogspot.com/">definitivamente decretato</a> la morte del <strong>CPC minimo</strong>, senza dimenticarsi di  ringraziare gli inserzionisti per i preziosi consigli forniti che lo hanno portato a questa innovazione&#8230; Il CPC minimo è stato rimpiazzato dal “<strong>First Page Bid Estimates</strong>” che indica il Bid approssimativo necessario per raggiungere la prima pagina dei risultati di ricerca.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Il quality score</strong> diventa adesso dinamico e tiene conto soprattutto delle keywords e della loro corrispondenza con la query degll&#8217;utente.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Questo cambiamento comporta due novità sostanziali:</p>
<ol>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;">il quality score legato alla query 	consentirà a tutte le parole chiave di pubblicare annunci 	tanto nel content quanto nella rete di ricerca. Non ci saranno più 	quindi parole chiave non attive per la ricerca.</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Non viene più indicato un 	Bid minimo bensí il Bid necessario per raggiungere la prima 	pagina. Secondo Google infatti, agli inserzionisti non serviva a niente sapere quale fosse l&#8217;offerta minima necessaria a pubblicare 	una parola chiave, mentre questo nuovo parametro sarà molto 	più utile nel decidere il prezzo della keyword.</p>
</li>
</ol>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Tutto ciò, per i più maliziosi potrebbe significare:</p>
<ol>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;">il quality score com&#8217;era prima era 	troppo restrittivo e determinava la sospensione di moltissime 	keyword con una conseguente riduzione delle entrate per Google.</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il CPC minimo poteva indurre 	alcuni inserzionisti a biddare sul minimo mentre questo innovativo 	strumento spinge a fare proprio il contrario&#8230;</p>
</li>
</ol>
<p style="margin-bottom: 0cm;">È molto facile pensare che la conseguenza più immediata di questo cambiamento sarà un aumento dei Bid e quindi una maggiore spesa per gli inserzionisti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ma ovviamente i maliziosi siamo noi che dimentichiamo che “<em>Don&#8217;t be evil!</em>” è il motto che guida Google in tutte le sue azioni&#8230;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">
]]></content:encoded>
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		<title>Lo Iab, Roma e la sua specificità</title>
		<link>http://www.alturalabs.com/blog/2008/05/09/lo-iab-roma-e-la-sua-specificita/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 May 2008 10:25:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Lanza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[IAB]]></category>
		<category><![CDATA[Iab2008]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il primo IAB romano e la sua organizzazione non possono che raccogliere i miei complimenti uniti al mio più autentico entusiasmo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il primo IAB romano e la sua organizzazione non possono che raccogliere i miei complimenti uniti al mio più autentico entusiasmo. Entusiasmo dettato dalla constatazione che l&#8217;evento ha registrato una partecipazione di ospiti, operatori e aziende di tutto rispetto e dal fatto che la location e l&#8217;ospitalità sono state degne di una città che (a mio giudizo) ha da dire ancora molto sul web e più nello specifico sulla strategie di comunicazione digitale.</p>
<p>Ovviamente é inutile ricordare che Roma non è Milano, che il suo terziario è piuttosto atipico, per non dire unico ma non credo sia invece banale ricordare che il numero di aziende turistiche e di occupati (circa 45.000 solo negli ultimi 2 anni) in questo settore è cresciuto e cresce a ritmi impressionanti.</p>
<p>Roma è la seconda città al mondo in termini di ricettività turistica, basti pensare che il 2007 ha segnato un incremento del 10,8% arrivando a superare 26 milioni di presenze. Questi dati riflettono con assoluta fedeltà il fermento e l&#8217;interesse delle aziende e degli operatori capitolini nei confronti della rete che sempre più rafforza il suo connubio con il travel.</p>
<p>Posso assicurare, certa di ricevere conferme da colleghi di altre agenzie, che gli investimenti del settore travel sul web crescono, oramai da tre anni a questa parte, non più e non solo da parte dei grandi player ma anche da parte di piccole e medie realtà che grazie alla misurabilità del ROI e al tracciamento approfondito dell&#8217;utenza, alla possibilità di verificare tendenze,  modalità di ricerca, paesi e traget più o meno reattivi, investono budget mese di tutto rispetto.</p>
<p>Dove investono? Quale strumento garantisce ad oggi i margini migliori ma soprattutto quale o quali strumenti consentono di orientare e bilanciare le azioni al CPA&#8230;ovviamente la mia esperienza mi consente di indicare nel SEM e nei programmi di affiliazione la risposta, non l&#8217;unica ma certo la più fedele alla realtà.</p>
<p>Magari nella prossima edizione dello IAB si potrebbe tentare di avvicinarsi  maggiormente alla specificità della Città che lo ospita e alla platea che lo ascolta, in quel caso il settore travel non sarà ovviamente il solo ma sicuramente sarà ben rappresentato.</p>
<p>Concludo riconoscendo agli organizzatori dello IAB lungimiranza e coraggio e ringraziandoli per aver concesso a Roma la chance che merita!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Iab Forum Roma: grande assente il search marketing&#8230;</title>
		<link>http://www.alturalabs.com/blog/2008/05/08/iab-forum-roma-grande-assente-il-search-marketing/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 May 2008 14:02:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Ruocco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[advertising]]></category>
		<category><![CDATA[Iab2008]]></category>
		<category><![CDATA[iabforum]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>

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		<description><![CDATA[Pensieri ed impressioni sullo IAB Forum 2008 a Roma.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm">La prima edizione dello IAB a Roma è stata un successo a giudicare dalle presenze. C&#8217;eravamo anche noi di Altura Labs, orgogliosi di vedere finalmente anche nella nostra città un evento tanto importante.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Di nuovo però me ne sono tornato a casa con un pizzico di delusione, dovuta al fatto che, per l&#8217;ennesima volta, in un convegno sulla pubblicità interattiva non si è parlato di quello che mi riguarda più da vicino e che mi vede impegnato ogni giorno con passione e dedizione.</p>
<h2 style="margin-bottom: 0cm">Di nuovo allo IAB non si è parlato di Search</h2>
<p style="margin-bottom: 0cm">Si è parlato di aumento degli investimenti online, dimenticando di ricordare, o volutamente omettendo, che questo aumento riguarda soprattutto questo canale.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Si è parlato di ROI (mai acronimo fu più abusato) senza ricordare che spesso e volentieri la mappa per raggiungerlo (online) è del tipo keyword-landing-deeplink-conversione-ROI.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Non si è detto dunque che l&#8217;utente tipo, oltre a partecipare alla creazione e a garantire la sopravvivenza del web 2.0, quando deve effettuare un acquisto usa internet nel modo più tradizionale possibile e cioè cerca, si informa e poi acquista.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Non si è detto che il web non è fatto solo di grandi marchi e che ci sono imprenditori che hanno attività completamente web-based e che sopravvivono grazie al supporto di agenzie SEM,  mentre si sono invitate solo aziende tradizionali a raccontare le loro case histories, aziende che (a detta di alcune)  non considerano internet come il mezzo principale per raggiungere il loro target (!?) o che considerano internet come un mezzo adatto soprattutto a rinforzare la brand awareness, o che usano internet per creare communities che lasciano morire dopo il lancio di nuovi prodotti&#8230; (sarebbe bello se alla prossima edizione accanto a queste aziende sedessero anche rappresentanti di aziende meno tradizionali che hanno un business che gravita attorno ad internet e che senza internet non potrebbero sopravivvere).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Ecco allora i soliti speaker che gasano la platea con cifre e previsioni più che ottimistiche, ecco il tormentone web 2.0 con il solito monito alle agenzie tradizionali: “svegliatevi se non volete scomparire!” e quindi il solito excursus sulla necessità dell&#8217;offline di avvicinarsi all&#8217;online e cambiare strategia &#8230;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Al di là dell&#8217;aria di festa dovuta alla nuova location quindi, la sostanza non mi è sembrata cambiata di molto rispetto alle precedenti edizioni milanesi&#8230;.</p>
]]></content:encoded>
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