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Quando la lingua crea il mercato

January 23rd, 2012 in Marketing, Strategia

In un mondo e in un mercato globalizzati, una delle risorse più importanti per le aziende è la capacità di comunicare con il maggior numero di interlocutori e prospect. Da questo ne deriva che la comunicazione non deve essere presa in considerazione solo nel momento della circolazione di beni e servizi ma deve stare alla base della strategia aziendale.
Il mercato globale aveva la necessità di una lingua franca per gli scambi e, come tutti sappiamo, questo ruolo è stato assunto dall’inglese per ragioni note a tutti e che non sto qui a spiegare.
Un recente studio realizzato dalla Fondazione Telefónica e presentato all’Instituto Cervantes di New York, intitolato “Atlas de la lengua española en el mundo y Economía del español” (Atlante della lingua spagnola nel mondo ed Economia dello spagnolo”), offre degli spunti interessanti per le aziende che hanno fatto dell’internazionalizzazione il loro punto di forza, e mostra una tendenza opposta: non è il mercato che crea la lingua per gli scambi ma è la lingua stessa che crea il mercato.

In un mondo in recessione, nuove possibilità di business possono essere date da mercati paralleli a quelli tradizionali, che spesso sono troppo sottovalutati o comunque non ricevono tutta l’attenzione che meritano. Dallo studio infatti emerge come la lingua spagnola, grazie al suo carattere multi nazionale, possa essere considerata essa stessa un mercato, con grandissimi potenziali. Con 450 milioni di persone madrelingua nel mondo, questo mercato ha un potere d’acquisto annuo di 4,2 miliardi e rappresenta l’equivalente del 9% del prodotto interno lordo mondiale.

Lo studio conclude che lo spagnolo sarà la seconda lingua più importante al mondo per il commercio e lo sviluppo economico nei prossimi dieci anni. Jose Luis Garcia Delgado, uno degli autori dello studio, ha anche sottolineato che entro il 2050, gli Stati Uniti saranno il più grande paese di lingua spagnola al mondo, con un terzo dei cittadini di madrelingua spagnola.  Addirittura la Cina guarda con interesse a questa lingua e negli ultimi anni c’è stato un boom di scuole e corsi di spagnolo nella nazione.

Online, lo spagnolo è secondo solo all’inglese ed è usato in 680 milioni di siti Web, al terzo posto dopo inglese e cinese.

Questo fa capire quindi quanti siano i vantaggi per le aziende, soprattuto per quelle che hanno scelto il web come uno degli strumenti, se non lo strumento principale, su cui sviluppare il proprio business. Comprendere le dinamiche di questo mercato potrebbe offrire loro un vantaggio competitivo grandissimo e nuove opportunità.

Lo spagnolo quindi deve essere guardato in un’altra ottica da queste aziende: non solo strumento per comunicare ma una lingua come capitale.

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