Valore e disvalore dei contenuti web
October 10th, 2008 in Web MarketingA prescindere dallo scopo commerciale racchiuso se non nel testo che stiamo scrivendo, sicuramente nella pagina sulla quale il testo verrà pubblicato e trovandomi spesso ad interagire con i contenuti del web, divengo sempre più cosciente della responsabilità che abbiamo nel momento in cui decidiamo di pubblicare qualcosa.
Indifferentemente che l’argomento riguardi i viaggi, un aspirapolvere o un articolo su un blog che parli di finanza, non sappiamo mai chi sarà a leggere l’articolo e quale sarà la sua capacità critica nel non considerare una verità assoluta quello che viene riportato.
Molti diranno che non è un problema nostro, se qualcuno non ha la capacità di approfondire gli argomenti e prende quindi per vero qualsiasi testo scritto su internet, ma è proprio questo il punto. Capita spesso di parlare con persone che se hanno un qualsiasi dubbio di natura tecnica, storica, geografica, ecc., cercano su internet e indipendentemente dalla fonte, prendono per vero quello che trovano scritto.
Non mi riferisco solo a Wikipedia, argomento già lungamente trattato nei più diversi siti web, ma anche al più banale dei testi, finalizzato per esempio ad inserire un contenuto che introduca il listing all’interno di una pagina. Spesso questi testi riportano informazioni corrette, forse un po’ superficiali, altre volte invece, chi ha una conoscenza un po’ più approfondita dell’argomento che viene trattato, scopre delle vere e proprie inesattezze e questo, a mio parere, non dovrebbe accadere. Meglio la superficialità, che permette comunque al lettore di informarsi più approfonditamente altrove, piuttosto che la divulgazione di informazioni errate. In fondo a noi, autori di questi testi, non costa nulla evitare di scrivere ciò di cui non siamo assolutamente certi e in questo modo, se non acquistiamo certo una funzione educativa, non rischiamo nemmeno quella diseducativa.
Quello che Umberto Eco ha scritto qualche tempo fa: “la nuova fondamentale materia da insegnare a scuola dovrebbe essere una tecnica della selezione delle notizie in linea” (“Come copiare da Internet” pubblicato sull’Espresso), mi trova completamente d’accordo, ma mi fa anche pensare a coloro che hanno già terminato la scuola e usano internet come unico mezzo di consultazione. Forse proprio per loro, che per un qualsiasi motivo non hanno acquisito questa capacità selettiva, si dovrebbe porre maggior attenzione ai contenuti che proponiamo.
13:02
sono contento che ogni tanto qualcuno si ponga questo problema. Un esempio lampante lo si ha nel settore dell’ alimentazione, li gli abusi sono all’ ordine del giorno e contribuiscono a far ancora più confusione su un argomento dove c’è già troppa nebbia
12:52
Le inesattezze ci sono anche nella letteratura “classica” e di alto livello.
Tuttavia, conscio dei rischi legati alla comunicazione via web, cerco di inventarmi dei testi che “entrano ed escono” dalla rete: dei testi che vanno su wikipedia, in libreria ed in biblioteca.
Sul post che vi segnalo qui sotto (lo ritengo pertinente!) trovate un esempio di scrittura che “entra ed esce “dal web e che, guarda caso, segnala alcuni errori presenti in un importante libro di qualche anno fa.
ecco qui:
http://polpievolpi.blogspot.com/2008/12/la-maledizione-letteraria-di-casole.html
Ciao a tuttiù
Massimo Albanese