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Blogs Di Origine Controllata

June 13th, 2008 in Varie

La rete fa paura al potere. Tutto ciò che sfugge al controllo fa paura al potere. L’informazione che internet produce esce dai binari dell’informazione tradizionale e spesso asservita e con orgoglio dà voce a chiunque abbia qualcosa da dire, mettendo tutti sullo stesso piano, senza distinguere tra prima e seconda classe.

Tutto questo spesso crea scompiglio…

Ma la tentazione della censura è troppo forte e, che si chiami col suo vero nome o si ricorra ad eufemismi come regolamentazione, etichetta o codice di comportamento, da un po’ di tempo a questa parte ci sono “capistazione” che non ci stanno più a fischiare a vuoto e stanno lavorando per far rientrare nei binari questo treno in corsa con carrozze di sola seconda classe.

Ed ecco allora che, dove non sono riusciti i governi nazionali, ci pensa la commissione cultura del Parlamento Europeo con la sua mozione dello scorso 2 Giugno (che sarà discussa dal Parlamento Europeo a settembre) che propone una regolamentazione per i contenuti generati dai bloggers, un’etichetta volontaria che serva ad informare i lettori sull’identità dell’autore, e a “chiarire la responsabilità finanziaria e professionale e gli interessi dei loro autori”.

Questa etichetta DOC dei bloggers servirà, secondo Marianne Mikko, eurodeputata estone, a risolvere il problema dell’eccesso di informazione che c’è su internet e consentirà di creare maggiore fiducia da parte del lettore…

In realtà, questo invito all’identificazione suona più come un’abolizione dell’anonimato che in sostanza è alla base della libertà di espressione che offre internet. Questo obbligo di identificazione creerebbe infatti una sorta di censura sociale, soprattutto nei confronti di gruppi o minoranze discriminate che grazie a internet trovano voce e consensi, nei confronti di chi vuole esprimere una personale considerazione politica, religiosa o di qualsiasi altro tipo con il solo scopo di cercare un confronto e che probabilmente non esprimerebbe se tutti potessero leggere la sua carta d’identità…

Per quanto riguarda la fiducia dei lettori, il problema che la commissione pone mi sembra non avere alcun senso. Sono io che decido a chi dare fiducia in rete, sono io che scelgo i miei filtri e che decido se considerare attendibile un’informazione, sono io che decido quali blogs leggere, e tutto questo proprio grazie all’eccesso di informazione che sono in grado di reperire…

Piuttosto il problema che si dovrebbe affrontare è proprio opposto, e cioè ci si dovrebbe preoccupare di liberare l’informazione da qualsiasi forma di controllo e di garantirne l’accesso a tutti.

Libero blog in libero Stato dunque…

2 Responses

  • daniele vinci 13 June 2008
    14:55

    Ciao Giuseppe, condivido la tua linea di pensiero…

    Magari c’è da considerare che chi propone queste soluzioni sia qualcuno che pratica poco la rete e che si basa su concetti tramandati o letti ma mai verificati di persona.

    Che ci sia un esubero di informazione nessuno lo mette in dubbio, anche se secondo me bisognerebbe chiamarlo dis-ordine informativo.

    Chi sa ricercare in rete ottiene ottimi risultati a discapito dei neofiti che pensano di usufruire di un tipoi di informazione take-away…

    Perchè allora, come tu stesso suggerisci, non cercare di creare conoscenza della rete anzichè bandirla come luogo di cui temere, in cui naviga la disinformazione?

    I motivi sarebbero tanti e non vorrei esporli onde evitare “censure” visto il clima di riguardo che si sta sviluppando.

    C’è stato qualche “ottimo” giornalista televisivo insieme a qualche ospite “illustre” che addirittura condannò la rete come luogo di cultura del male e della violenza fino a pensare che fosse la rete ed i blog a generare nei ragazzi manie di protagonismo al punto di uccidere… qui il video

  • Giuseppe Ruocco 16 June 2008
    10:48

    Ciao Daniele,la rete viene considerata come un demone da questi gornalisti perchè non ha paura di smentirli…

    Emblematiche le parole della deputata Mikko (che è una giornalista…): “Non consideriamo i blog una minaccia, ma è certo che sono nella posizione di contaminare considerevolmente il cyberspazio”

    Perchè non ci si preoccupa di chi contamina tutto il resto invece???

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