Search Engine Stategies San Jose 2007: secondo e terzo giorno
August 23rd, 2007 in EventiTerminata alle 18.00 anche questa terza giornata del SES, di ieri non ho avuto modo di raccontarvi, fatta eccezione per la Google Dance, proverò così brevemente a riassumere alcuni dei temi e dei dati più interessanti emersi nei workshop che ho avuto modo di seguire.
“Web Analytics & Meausuring Success” ha visto tra gli altri l’intervento di un rappresentante di Fathom Online e di Laura Thieme, Founder and President di Bizresearch, entrambi assertori dell’assoluta necessità, per qualsiasi analisi di marketing online che si rispetti, della segmentazione del traffico. I sistemi di web analysis lo permettono ma spesso si tende a suddividere le fonti di traffico in macro categorie: Search Engine, Referral, Organic, quando invece si potrebbe andare molto più in profondità e scoprire, per esempio, quanti e quali Blog piuttosto che in-market links o Social News hanno portato traffico ed eventualmente generato conversioni.
Sentir parlare delle tempistiche, del livello di analisi, della misurazione del ROI e del ROAS, della percentuale di latenza e di rimbalzo, del comportamento dei competitors, attraverso l’utilizzo degli attuali sistemi di web analysis mi ha (devo ammetterlo) inorgoglito poiché da oltre 3 anni la nostra agenzia, e in Italia non sarà certamente l’unica, adotta sistemi e metodologie di analisi delle campagne tanto approfondite.
La platea che, è bene ricordarlo, a San Jose è eterogenea e vede esperti e neofiti del settore scambiarsi battute ed opinioni, nel caso di questo workshop invece era piuttosto “skillful” eppure posso assicurarvi che dalle domande rivolte sul nuovo Google Analytics e le sue funzioni molti dimostravano uno scarsa dimestichezza col mezzo.
Si sono poi presi in analisi alcuni tra i più noti sistemi di web analysis, sottolineando per ognuno punti di forza e debolezza, Google Analytics, ClickTracks, Omniture, IndexTools rimangono certamente negli Stati Uniti i più utilizzati. Mi piacerebbe ma non posso, fino alla prossima settimana, darvi il link dove potrete scaricare alcune delle presentazioni di questo e altri workshop. Troverete comunque, dalla prossima settimana appunto, molte delle presentazioni sul sito ufficiale del Search Engine Strategies.
La seconda sessione che ho seguito ieri è stata “Creating Compelling Ads” , più conferme che novità, da sottolineare solo la tendenza ad utilizzare i Copy tools non più indistintamente sempre e per ogni tipologia di Keyword ma con maggiore oculatezza, spesso, per esempio, non utilizzare il keyword tool nel titolo può divenire un segno distintivo in elenchi di Ads oramai tutti uguali.
Pezzo forte della giornata di ieri è stato il workshop dedicato alla bontà o meno dei Paid Links.
Il nostro amico Matt Cutts, per chi non lo conoscesse, Software Engineer Guru di Google, che ovviamente persuadeva in maniera piuttosto Orwelliana a non utilizzare, mai e per nessuna ragione, i paid links (Paid links = Evil) è stato in maniera piuttosto colorita e decisamente coraggiosa “attaccato” da Michael Gray, Presidente di Atlas Web Services, che sosteneva non solo l’esatto contrario, supportato da diverse Case History ma accusava Google di “terrorizzare” e “intimidire” chiunque voglia accostarsi all’universo dei paid links, posizione, sosteneva Gray che salvaguarderebbe solo i profitti di Google.
Dopo un botta e risposta tra gli speakers, che ha praticamente annullato lo spazio riservato alle domande dalla Platea, l’atmosfera, ve lo assicuro, era elettrica. La ciliegina sulla torta l’ha regalata Todd Malicoat un Indipendent SEM Consultant che ha invitato la platea a cercare su Google “Buy Links” dimostrando, senza poter essere smentito da alcuno, che sebbene Google demonizzi il Paid Links i risultati a pagamento per questa chiave di ricerca superano le 4 pagine…
Le sessioni di oggi hanno riguardato la profittabilità o meno da parte di una grande azienda di sviluppare in House un team di SEM specialists, sottolineando gli inevitabili contrasti che nascono fra le differenti aree e prodotti, non solo per l’allocazione dei budget ma addirittura per la scelta e l’utilizzo di determinate keyword (es. Brand Keyword)
Il secondo workshop di oggi era dedicato al “Duplicate content & Multiple Site Issue” ma di questo vi parlerà meglio e più approfonditamente Benedetto Colicci nei prossimi post.
Interessantissima, per agenzie come la nostra, la sessione sul SEM Pricing Models che ha sostanzialmente delineato e descritto i criteri con cui si determinano negli Stati Uniti i modelli di consulenza e remunerazione per le agenzie che si occupano di SEM e SEO:
- percentuale sul budget investito (molto comune)
- percentuale + flat fee (per la maggiore)
- costi di consulenza separati per servizi aggiuntivi (analytics -ampliamento campagne) (prassi)
- consulenza basata sul CPA o sulle revenue (sconsigliata/troppo rischiosa)
Una considerazione va fatta su un dato decisamente diverso e per certi versi in contro tendenza rispetto al mercato italiano, il SEM presenta, negli Stati Uniti, costi di consulenza notevolmente più alti mentre il SEO è decisamente meno costoso che nel nostro paese…le ragioni di quest’ultima discrepanza mi sembrano fin troppo ovvie ma se è vero che in Italia i SEO specialists scarseggiano è altrettanto vero che pianificazioni di campagne complesse, clienti esigenti e utilizzo di sistemi di reportistica e analisi avanzati sono invece all’ordine del giorno… i nostri colleghi americani è evidente hanno smesso da tempo di sentirsi i “cugini sfigati” dell’advertising…
Domani ultimo giorno qui a San Jose…
09:17
[...] Fonti: Altura Web Marketing Blog, Online Marketing Blog e Bruceclay.com. paid links, vendere linkCondividi Postato alle 07:03 di Venerdì, 24 Agosto 2007 | Commenti RSS [...]