Brand awareness: la riscossa del web
August 3rd, 2007 in Web MarketingDa un’interessante ricerca pubblicata sul BusinessWeek qualche giorno fa, sullo stato di notorietà dei 100 Brand più noti al mondo, emerge che la forza del brand Google è cresciuta del 44% rispetto allo scorso anno; guadagnando ben 4 posizioni si attesta nella classifica generale al 20° posto.
Ciò che però davvero sorprende della classifica (che vi consiglio di analizzare) è che Google è l’unica società che non fabbrica o vende prodotti di consumo, ed è stupefacente la diffusione e la riconoscibilità del suo brand in tutto il mondo se si considera che il nome dell’azienda “circola” solo sulla rete mentre ogni altro marchio e società dell’elenco preso in considerazione, propone prodotti disponibili al dettaglio e sfrutta canali di advertising tradizionali. Le sole altre realtà online presenti nella classifica pubblicata sul BusinessWeek sono eBay al 48° posto ed Amazon al 62°.
Si fa sempre più attuale il dibattito su quanto la rete e in particolar modo il web 2.0 possa influenzare non solo la Brand awareness ma addirittura giocare un ruolo di primo piano nel lancio e consolidamento di un nuovo Brand.
E’ fin troppo ovvio che il target e la tipologia di prodotto sono in questo caso discriminanti imprescindibili ma rispetto solo a qualche anno fa, quando da più parti si levava una sostanziale diffidenza nella capacità di Internet di contribuire alla costruzione di un nuovo brand, oggi quello scetticismo sembra superato e le dimostrazioni di notorietà “outside online” acquisita solo attraverso l’utilizzo della rete sono sotto gli occhi di tutti.
20:21
Se da un lato l’esposizione di un brand nella rete ne favorisce l’affermazione, e nel corso di un tempo abbastanza breve anche il possibile consolidamento di business, dall’altro un marchio “discusso” proprio dal popolo della rete può correre seriamente il rischio di esser danneggiato, contaminando la reputazione dell’azienda chiamata in causa.
Considererei con attenzione il fenomeno, visto che nella rete a mio avviso manca un controllo sull’attendibilità delle affermazioni pubblicamente esposte.
Riguardo l’advertising Google, seppur raramente, ha fatto ricorso a campagne informative sulle tecnologie e sulle attività di R&S, nonchè sulle comunicazioni aziendali in merito a possibili crescite per linee esterne o investimenti strategici.
Si tratta di modi, seppur non rivolti ad un mass market, per sviluppare la conoscenza del marchio in precisi settori economici e scientifici.
15:34
@ Claudio: il rischio, da Te menzionato, che le aziende possono correre in rete è, in ogni caso, inevitabile. Meglio quindi (imho) che le aziende partecipino alla conversazione monitorando attentmente il web. In tal modo potranno difendersi da potenziali accuse e/o diffamazioni che possano generarsi nella Rete.
Leo