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“Innovation, not instant perfection”: il futuro di Google.

July 18th, 2006 in Varie

Leggo sul San Francisco Chronicle di qualche giorno fa un’analisi ponderata e attenta sulle strategie di evoluzione e crescita del colosso di Montain View.

“Innovation, not instant perfection,” pare sia diventato il mantra che Google persegue in questa fase della sua storia.

Qualcuno probabilmente rimarrà sorpreso, questa filosofia potrebbe addirittura rappresentare una sorta di contraddizione per quello che ad oggi è a tutti gli effetti, il più grande e utilizzato motore di ricerca al mondo.

Ma riflettendo in maniera analitica su quello che è accaduto negli ultimi anni si converrà con il SF Chronicle che con il lancio “frenetico�? di servizi collaterali, spesso estranei al concetto originale del search engine, Google voglia al più presto assicurarsi una crescita alternativa, che possa in futuro supplire ad un possibile calo degli introiti, provenienti oggi esclusivamente dal motore e dal business direttamente indotto.

Ricordo che i profitti generati della compagnia nel primo trimestre e provenienti quasi interamente dal advertising sono stati pari a $592.3 millioni.

Molti dei prodotti lanciati da Google negli ultimi anni vengono presentati all’utenza come prodotti Beta e tali rimangono per diverse settimane, altri sono aperti e disponibili solo ad un pubblico limitato (vedi la nascita di Gmail).

Risale solo a qualche settimana fa il lancio di un foglio di calcolo elettronico online che consentirà agli utenti la gestione della contabilità quotidiana e business.

Ancora Google Checkout che, inseguendo PayPal di eBay, consentirà agli utenti di conservare e registrare in maniera sicura le informazioni della loro carta di credito per poter successivamente effettuare acquisti on line senza inserire alcun dato sensibile, in tutta sicurezza, passando ovviamente e obbligatoriamente dagli inserzionisti AdWords.

Alcuni di questi prodotti però rappresentano oggi per Google, a distanza di qualche mese dal loro lancio, un successo strepitoso, venendo inoltre riconosciuti come prodotti dall’alto valore e apporto tecnologico.

Basti pensare a Google Maps: primo nel suo genere a consentire ai suoi utenti di “pilotare la pagina�? spostando il mouse e consentendo di vedere dal satellite i luoghi desiderati, diventando in pochissimo tempo il 3° nella sua categoria con una percentuale di mercato del 7.5.

Google News, che affida alla tecnologia piuttosto che a editori in carne ed ossa la selezione degli articoli da spingere in prima pagina, calamitando l’11.6 % di tutti i lettori di news on line.

Google Froogle e Gmail solo per ricordarne alcuni, quelli che, almeno fino a questo momento, lanciati per “coccolare�? e trattenere l’utente hanno raggiunto l’obiettivo sperato.

Quale sarà dunque il futuro di Google?

Seguendo questo ragionamento dovremmo a breve trovarci di fronte ad una azienda leader nel campo della comunicazione a 360° e non è escluso che il raggio d’azione non preveda sortite nel campo del off line, è infatti di qualche mese fa la notizia che tra gli esperimenti di Google c’è anche quello di vendere ads su magazines e giornali off line.

Sempre dall’articolo del SF Chronicle apprendo a conferma di queste elucubrazioni che oggi il 70% delle risorse in Google è impegnata sul search engine e sull’advertising, il 20 % su progetti correlati al core business e un 10 % alla progettazione e al lancio di nuovi “esperimenti di business�?.

Chi vivrà on line (e non solo) vedrà…

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