Mai sentito parlare di “Marketing Mediterraneo”?
April 29th, 2006 in AdvertisingPRESENTATO A NEW YORK IL I° FORUM SUL MARKETING MEDITERRANEO.
Eminenti studiosi, professionisti della pubblicità e aziende si incontreranno, dall’8 al 10 maggio prossimi a Ravello in Costiera Amalfitana, per dipingere la via mediterranea al marketing e alla comunicazione.
“Non è un caso se abbiamo deciso di presentare l’evento proprio a New York, la capitale del marketing classico�?, dice Alex Giordano, copromotore dell’iniziativa assieme a Mirko Pallera.
L’evento ospiterà alcuni tra i più importanti studiosi di marketing, tra cui alcuni rappresentanti dell’Art Director Club statunitense, e ancora Bernard Cova, docente di marketing presso l’Istituto EuroMed di Marsiglia e autore del bestseller “Il Marketing Tribale: legame, comunità, autenticità come valori del Marketing Mediterraneo” del Sole 24 Ore; Michel Maffesoli, docente di sociologia all’Università Sorbonne di Parigi; Antonella Carù, docente di marketing all’Università Bocconi di Milano; e Nils Andres, direttore del Brand Science Institute di Amburgo.
Proviamo a capire meglio cosa si intende per Marketing Mediterraneo:
L’obiettivo principale del marketing mediterraneo è quello spostare l’attenzione su un modo nuovo di fare marketing e comunicazione nella società moderna, un modo che si propone di creare valore non esclusivamente per le aziende che lo applicano ma anche per la società intera che lo fruisce. Questo originale e nuovo approccio al marketing è stato definito mediterraneo perché fonda il suo metodo, le proprie strategie e tattiche sui valori tipici della mediterraneità.
Tale categoria non include ovviamente solo coloro geograficamente appartengono all’area mediterranea, ma piuttosto fa riferimento a tutti i soggetti – persone e imprese – che aderiscono, in maniera consapevole o inconsapevole, ai valori fondativi del cosiddetto Pensiero Meridiano, concetto portato in auge dal sociologo italiano Franco Cassano. Proprio l’adesione a questo set di valori, tra cui l’apertura alla diversità, il pluralismo delle voci, il rispetto dell’ ‘altro’, l’accoglimento della tradizione, la connettività, sarebbe quindi l’unica discriminante tra il ‘pensare’ mediterraneo e non.
Ai principi della produttività, dell’attivismo, della competitività, della razionalità, dell’assolutismo, dominanti nell’orientamento di marketing di matrice anglosassone, il nuovo approccio sostituisce la riscoperta di valori umanistici antichi, fondati sulla consapevolezza che l’azienda è inserita in un sistema di relazioni sociali di cui non può non tener conto. Valori antichi ma non per questo poco attuali.
Gli ultimi anni hanno visto infatti riaffiorare e via via imporsi nella società principi che da sempre sono considerati fondanti l’identità delle genti del Mediterraneo; tra questi rinveniamo il senso di comunità, di appartenenza, di autenticità; il vissuto del tempo con i suoi rallentamenti funzionali e generatori di idee, lo spazio e il rispetto per forma di vita ‘altre’, il relativismo, la tradizione, l’immaginazione, l’emotività.
L’individualismo, la competitività più esasperata, sembrano dunque cedere il passo, nella comunicazione mediterranea, alla collettività, alla tribù, al senso di appartenenza e condivisione di valori.
Basti pensare in merito a quanto e quale successo abbiamo in rete le cosiddette comunità virtuali, che fanno della condivisione e dell’interazione, se pure virtuale, la loro ragione d’essere.
16:52
Bello come articolo, sono felice che anche altri si interessino al mio stesso ramo di studi!
Io sto proprio redando la mia tesi sul marketing mediterraneo, e curo un blog aggiornato quotidianamente con “case history”, suggerimenti tecnici e teorici su questo argomento…
A presto e continua così…
Ciao Dome (www.marketingmediterraneo.splinder.com)