Libri online: opportunità o abuso?
April 13th, 2006 in VarieCircola ormai da qualche tempo la notizia che Google, in collaborazione con le grandi istituzioni americane e britanniche, ha avviato un programma (Google Print) di indicizzazione digitale di milioni di opere, che saranno in questo modo accessibili online. Si è detto che in circa 6 anni si riusciranno ad indicizzare oltre alle opere dell’Università di Oxford anche quelle dell’università del Michigan, che conta oltre sette milioni di opere e così di seguito tutte le altre grandi biblioteche, fino alla biblioteca di New York.
Qualcuno si è chiesto: cosa ci guadagnerà Google da questa operazione?
Di certo non si potranno ospitare gli annunci AdWords sulle pagine dei libri, salvo pagare diritti stratosferici ad autori e case editrici. Certi che Google saprà monetizzare e rendere quanto prima redditizia questa operazione, segnaliamo che un altro colosso americano del panorama web, oltre che la più grande libreria on-line del mondo, ha deciso di entrare nella “sfida�? dei libri consultabili online. Amazon.com infatti permetterà ai propri utenti/lettori di acquistare in formato digitale, oltre che interi libri anche solo parti di essi. Chi vorrà acquistare il formato digitale di un libro o anche una sola pagina potrà farlo in cambio di pochi centesimi a pagina.
Queste notizie colpiscono, sebbene in maniera differente, sia gli amanti della lettura “classica�?, coloro che amano sfogliare, conservare e godere di un libro vecchia maniera, sia le case editrici che, così come qualsiasi altra realtà merceologica, percepiscono come una minaccia l’interesse del mondo web e dei motori di ricerca in particolare, nei confronti della cultura in generale, dei libri e della loro diffusione in particolare.
Personalmente ritengo che, così come in altri settori, sarà difficile fermare quel processo che è poi alla base della nascita e dello sviluppo di Internet: la condivisione senza limiti spazio temporali delle informazioni. I libri e le grandi opere del passato fanno parte del patrimonio culturale di tutti, la loro diffusione in rete mi sembra una grande opportunità, senza però che questo danneggi o violi i diritti acquisiti da autori ed editori, i quali dovranno di contro seguire con attenzione il cambiamento e l’evoluzione della domanda, anche di quella culturale per adattarsi ad essa e ricavarne il maggior beneficio.
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